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Rendimenti in salita per i BoT

di Isabella Buffacchi

L'Italia ha collocato ieri BoT semestrali e CTz a due anni per un totale di 10,5 miliardi di euro, a rendimenti in pesante rialzo – rispettivamente di 30 centesimi all'1,988% e di 37 centesimi al 3,219% – rispetto all'asta precedente. Il salto all'insù si è registrato anche nello spread tra i nuovi BoT e il tasso overnight Eonia, con un divario che si è allargato a 65 centesimi dai 38 del collocamento di maggio: tutti differenziali che hanno riflesso, senza veli, le preoccupazioni degli investitori, sempre più angosciati dall'evoluzione della crisi greca e innervositi dai risvolti imprevedibili della tormentata vita politica italiana e dalle continue minacce di declassamento che hanno colpito recentemente i rating italiani, dallo stato alle banche, dalle aziende pubbliche agli enti locali per finire ai covered bond. L'asta di ieri, però, per il mercato è andata bene perché la domanda è stata superiore alle attese. Lo spread tra i BTp e i Bund, peggiorato nel corso della giornata dai 216 centesimi di apertura fino a 223, in serata è tornato a stringersi chiudendo a 212, «aiutato dal buon esito dell'emissione sul breve termine italiana e dai progressi sulla stesura del piano di rimodulazione dei titoli di stato greci» stando ai traders. Poco variati, per contro, i listini delle Borse europee, con il fiato sospeso in attesa dell'esito del voto del parlamento greco sulle ulteriori misure di austerità.

Le richieste degli investitori per i Buoni a sei mesi e i Certificati zero coupon a 24 mesi sono salite fino a sfiorare complessivamente quota 18,5 miliardi, ben oltre l'importo offerto. La domanda non è stata soltanto buona in termini di quantità ma anche solida sotto il profilo della qualità, con l'arrivo di «ordini di investitori finali per quantitativi importanti sui BoT», stando a fonti vicine al Tesoro, un segnale positivo che ha rassicurato le banche e tutto il mercato: quel che conta di più in questo momento per gli stati europei più indebitati è poter dimostrare che le aste si collocano senza problemi e che la domanda per i titoli del proprio debito non manca. Una conferma che l'Italia ha sempre dato, in occasione delle sue aste, tra le più seguite in Eurolandia dallo scoppio della crisi sul debito sovrano europeo.

Il rapporto tra domanda e offerta, il cosiddetto bid-to-cover ratio, è stato di 1,72 volte per i BoT (richiesti per 13,76 miliardi contro gli 8 in asta), quindi lievemente superiore alla media, e di 1,87 volte per i CTz (richiesti per 4,67 miliardi contro i 2,5 in offerta). I BoT sono stati collocati a un prezzo sopra i livelli del mercato secondario, un'altra prova di forza vinta dal Tesoro sul mercato. Il fatto che questi Buoni abbiano un regolamento (pagamento) entro il mese, il 30, avrebbe favorito il collocamento. Ma c'è anche chi, tra i traders, ha messo in evidenza la data di scadenza di questi BoT che è proprio a fine anno (30 dicembre) e per questo carica di tensioni: una delle principali incognite sul futuro della Grecia riguarda proprio il rimborso dei titoli a partire dal primo trimestre 2012.

Si tiene comunque questa mattina (prima dell'attesissimo voto in parlamento greco) l'asta più impegnativa del Tesoro italiano di questa settimana, quella dei titoli a medio-lungo termine: due CcTeu indicizzati all'Euribor (uno in corso di emissione per 0,5-0,75 miliardi e uno off-the-run per 0,5-1 miliardi), il BTp triennale per 1,75-2,75 miliardi e il BTp decennale per 2-3 miliardi. Lo spread tra i titoli italiani e tedeschi a dieci anni è solitamente il più seguito e ieri, dopo aver toccato un picco a 223, si è stretto fino a 209 per poi in serata riportarsi a quota 212. Ma non è stato il più colpito dalle turbolenze della crisi greca. Dallo scorso giovedì è il differenziale tra i BTp quinquennali e i Bobl tedeschi a tener banco perché si è portato su livelli superiori a quelli registrati sulle scadenze decennali: anche ieri sera ha chiuso a 222 centesimi.

Ieri Piazza Affari ha chiuso meglio di altre piazze europee, grazie alle ricoperture dopo il tonfo di venerdì: A Milano Ftse Mib +0,75%, All Share +0,61%. Crolla Fonsai, maglia nera del Ftse Mib. Miste le altre europee: Madrid +0,61%, Londra +0,43%, Parigi +0,31%. Negative Amsterdam (-0,07%), Zurigo (-0,12%), Francoforte (-0,19%), Bruxelles (-0,35%), Lisbona (-0,59%).

 

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