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Rendimenti all’1% per le Casse

L’indice dei bilanci tecnici attuariali a 50 anni, per le Casse di previdenza dei professionisti, sarà costruito sulla base delle indicazioni del decreto interministeriale del 2007 (29 novembre). Allora l’arco temporale di 50 anni era consigliato, oggi – dopo le modifiche del Dl 201/2011 – è obbligatorio. Di nuovo, per gli enti c’è l’indicazione del tasso di redditività del patrimonio, che non deve essere assunto in misura superiore all’1% in termini reali rispetto all’inflazione; resta per altro il parametro del rendimento medio nell’ultimo quinquennio. La redditività del patrimonio può essere utilizzata in compensazione, durante il periodo oggetto del bilancio tecnico, per compensare limitati disavanzi tra entrate contributive e spese per prestazioni pensionistiche. L’equilibrio, però, dovrà essere registrato al termine del cinquantennio.
Il ministero del Lavoro ha scritto agli enti di previdenza dei professionisti, dopo la Conferenza dei servizi con il ministero dell’Economia della settimana scorsa. Nella lettera, firmata dal direttore generale Previdenza, Edoardo Gambacciani, si ricostruisce il quadro normativo che disciplina i criteri di vigilanza sulle Casse: il vecchio assetto – il decreto legislativo 509/1994, la legge 335/1995 (articolo 3, comma 12), la legge 296/2006 (articolo 1, comma 763) – non è stato cancellato dal decreto legge 201, articolo 24.
Dunque, i bilanci attuariali a 50 anni, finalizzati a una «verifica straordinaria degli equilibri finanziari di lungo periodo», devono tener conto delle istruzioni già note. Nella lettera si esplicita che «la verifica di carattere straordinario» non sarà «priva di effetti permanenti e strutturali, dovuti alle iniziative di riforma che dovranno essere adottate dagli enti di previdenza di diritto privato». Il passaggio sembra presupporre che tutti gli enti debbano correggere l’evoluzione degli equilibri finanziari e che non possano esimersi dal presentare un progetto di riforma.
I parametri macroeconomici per gli scenari previsionali saranno vagliati da una Conferenza di servizi, non appena disponibili i dati di riferimento e, comunque, non oltre il prossimo mese di giugno». Ciò significa che le Casse non hanno ancora a disposizione i punti di riferimento generali e che, se le promesse saranno mantenute, avranno a disposizione tre mesi per i bilanci tecnici, forse da corredare anche con ipotesi di riforma.
L’unico segnale di apertura sta nel fatto che la verifica tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche terrà conto dell’andamento tendenziale del periodo: vale a dire sono ammessi disavanzi annuali «di natura contingente e di durata limitata», che possono essere “coperti” attraverso i rendimenti annuali del patrimonio. In ogni caso, l’equilibrio tra entrate per contributi e uscite per prestazioni pensionistiche – come ribadito dal ministro del Lavoro Elsa Fornero nelle risposte alle domande dei lettori (si veda «Il Sole 24 Ore» del 17 maggio) – deve essere verificato alla scadenza dei 50 anni.

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