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Rendiconti finanziari per tutti

Medie e grandi imprese senza più possibilità di evitare il rendiconto finanziario che diventa documento obbligatorio dei conti annuali. Notizie positive solo per le imprese di minori dimensioni (le cosiddette microimprese) per cui si avrà l’abbandono anche della nota integrativa. Sarà pubblicato venerdì prossimo in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo concernente il recepimento della direttiva 2013/34/Ue con riguardo alla generalità delle imprese. I tempi di attuazione non sono immediati (generalmente le regole si applicheranno a partire dai bilanci al 31/12/2016) ma la rilevanza delle novità e l’obbligo di comparabilità dei conti consigliano di approcciare per tempo le innovazioni.

Il rendiconto finanziario. Il rendiconto finanziario per tutti i soggetti tenuti alla redazione del bilancio in forma ordinaria (non abbreviata) diventa documento obbligatorio e si aggiunge allo stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Il rendiconto è un prospetto autonomo rispetto agli altri prospetti numerici del bilancio (stato patrimoniale e conto economico) in grado di sintetizzare la dinamica finanziaria dell’esercizio e diviene parte integrante del bilancio. Il nuovo articolo 2425, ter, al contrario di quanto abitualmente previsto dal codice civile per gli altri prospetti obbligatori, non prevede una struttura rigida o quanto meno un contenuto minimo dello stesso, anche se indica gli obiettivi che la sua redazione deve porsi. Si precisa infatti che nel rendiconto per l’esercizio e per quello precedente devono essere illustrati «l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, e i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese le operazioni con i soci». La prima applicazione dell’obbligo non sarà priva di problematiche. Si pensi solo che i dati necessari per la sua redazione non sono tutti rintracciabili nei bilanci di verifica derivanti dalle contabilità delle imprese con la necessità di ulteriori ricerche e indagini per la redazione del prospetto.

I tempi. Nonostante per quasi tutti i soggetti la prima applicazione delle novità sarà il bilancio al 31.12.2016 non vi è molto tempo da perdere. Se, come si è detto, per redigere correttamente il rendiconto non è detto che le risultanze della contabilità (in senso stretto) aziendale siano sufficienti, quanto meno dal primo giorno dell’esercizio interessato dalle novità (in generale dal primo gennaio 2016) occorrerà trovare gli strumenti per monitorare gli accadimenti aziendali rilevanti. Ma con riguardo ai reali tempi di attuazione si pone un dubbio ancora maggiore. Regola generale per la redazione del bilancio è quella per cui i dati dell’esercizio devono essere comparati con quelli dell’anno precedente. Ciò significa che una volta chiusi i bilanci 2015 il rischio è che vi sia la necessità di una loro ri-redazione per consentire il confronto con i dati del bilancio 2016 predisposto secondo le novità della direttiva. Ma con riguardo al rendiconto il tema diviene ancora più spinoso. Lo stesso è un nuovo prospetto introdotto e già la comparabilità potrebbe portare a sostenere che in sede di bilancio 2016 occorrerà fornire anche il rendiconto 2015 per poter offrire la comparazione anche di questo dato. Ma oltre a ciò, vi è da considerare che la norma prevede che nel rendiconto devono essere illustrati la composizione e i flussi della liquidità per l’esercizio e per quello precedente. Il riferimento all’anno precedente porta a ritenere che i dati da monitorare per redigere il rendiconto non siano solo quelli relativi agli accadimenti 2016 ma anche quelli relativi all’anno precedente.

Microimprese. Le società che nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: totale dell’attivo non superiore ai 175 mila euro; ricavi uguali o minori a 350 mila euro; numero medio degli occupati nel corso del periodo non può eccedere le 5 unità, avranno un bilancio semplificato, costituito (solamente) dagli schemi di stato patrimoniale e conto economico con l’abbandono della nota integrativa.

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