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Remissione in bonis, confini ampi

Remissione in bonis, con perimetro temporale ampio: con l’istituto, di recente introduzione, sanabili, entro il prossimo 31 dicembre, anche taluni inadempimenti del 2011.

L’Agenzia delle entrate ha emanato, lo scorso 28 settembre (si veda ItaliaOggi, 29/12/2012), la circolare n. 38/E che è intervenuta per fornire chiarimenti sull’istituto introdotto dai commi da 1 a 3-bis, dell’art. 2, dl n. 16/2012 (cosiddetto «Decreto semplificazioni fiscali»).

Numerose le precisazioni fornite dalle Entrate che, preliminarmente, hanno confermato l’applicazione dell’istituto a tutte le fattispecie non disciplinate dal dpr n. 442/1997; le disposizioni in commento, in effetti, tendono a sanare tutte quelle omissioni (comunicazioni o adempimenti) che comportano la decadenza dalla fruizione di benefici di natura fiscale (per esempio, il regime tributario di favore degli enti non commerciali) o dall’applicazione di regimi fiscali opzionali (tassazione per trasparenza delle società di capitali, consolidato fiscale ecc.).

Si ricorda che la fruizione delle agevolazioni fiscali o l’accesso ai regimi opzionali sono, in tal caso, subordinati (condicio sine qua non) al fatto che, sulla stessa materia, il contribuente non sia assoggettato alle attività di accertamento, sia in possesso dei requisiti richiesti, abbia tenuto un comportamento in linea con quanto richiesto dalle specifiche norme e, infine, esegua l’adempimento (comunicazione o opzione) versando contestualmente la sanzione, di cui all’art. 11, dlgs n. 471/1997.

Restano fuori dall’ambito applicativo tutte quelle fattispecie per le quali resta valido il comportamento concludente del contribuente come, per esempio, le fattispecie riguardanti l’opzione per la liquidazione Iva trimestrale, la rinuncia all’applicazione del regime speciale dei produttori agricoli, l’applicazione dell’imposta con il metodo analitico per la cessione dei beni usati e degli oggetti d’arte o d’antiquariato.

L’agenzia, sul tema, ricorre a un semplice esempio, quello della mancata trasmissione della comunicazione all’Agenzia delle entrate, relativa alla detrazione del 55% per il risparmio energetico; l’omesso invio non comporta la decadenza del bonus ma rende solo applicabile la sanzione da un minimo di 258 euro a 2.065 euro (circ. 21/E/2010).

Con riferimento alla possibilità di mantenere un regime fiscale privilegiato, la stessa agenzia ricorda che taluni enti non commerciali (le onlus, le organizzazioni di volontariato e le pro-loco in regime forfetario restano escluse e altre tipologie, come le associazioni sportive che esercitano anche attività di natura commerciale, lo presentano in forma semplificata) devono inviare la comunicazione dei dati rilevanti (Eas) per poter applicare le disposizioni di favore, di cui all’art. 148, dpr n. 917/1986 e art. 4, dpr n. 633/1972, entro 60 giorni dalla data di costituzione; in caso di omessa presentazione non possono utilizzare il regime fiscale agevolato, come indicato dai commi da 1 a 3-bis, dell’art. 30, dl n. 185/2008 (cosiddetto «Decreto anticrisi»).

Il documento di prassi precisa che, utilizzando l’istituto in commento, l’ente che ha omesso la presentazione del modello Eas ma in possesso dei requisiti, può accedere al regime agevolato sanando il mancato invio del 2012 con la trasmissione del modello entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (1/10/2012); termine che slitta al 31/12/2012, in sede di prima applicazione.

Ma vi è di più. Le Entrate ricordano, infatti, utilizzando un altro esempio che, per applicare il regime della tassazione per trasparenza delle società di capitali, il contribuente deve esercitare l’opzione entro il primo dei tre periodi d’imposta nei quali si intende applicare la detta disciplina, con la conseguenza che, in presenza di una società con esercizio coincidente con l’anno solare che applica il regime citato per il triennio 2011/2013, la stessa può sanare la propria posizione (invio del modello + pagamento della sanzione minima) entro il prossimo 31 dicembre (2012), pur avendo omesso la presentazione dell’opzione nel termine del 31/12/2011.

In effetti, il termine a regime per eseguire la regolarizzazione dell’omissione è stato fissato entro il termine della prima dichiarazione utile, dovendo intendere tale quello relativo alla prima dichiarazione successiva a quella prescritta per la comunicazione o l’opzione, senza tenere conto della tolleranza prescritta dal comma 7, dell’art. 2, dpr n. 322/1998 (90 giorni).

L’Agenzia, infine, è intervenuta sulle fattispecie del riparto al 5 per mille e del consolidato fiscale, giacché nella prima ipotesi l’accesso al riparto è condizionato, oltre al possesso dei requisiti sostanziali e al versamento della sanzione minima, alla presentazione di un’istanza o all’integrazione dei documenti entro il 30 settembre, mentre nella seconda ipotesi la società capogruppo può utilizzare le eccedenze Ires emergenti dal modello ad hoc (CNM), ancorché l’ammontare non sia stato indicato in sede dichiarativa, versando contestualmente la sanzione maggiorata pari a 2.065 euro.

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