Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rehn: niente pareggio nel 2013

di Beda Romano

La Commissione europea ha confermato ieri che l'Italia rischia di mancare l'obiettivo di un pareggio di bilancio nel 2013, complice il forte rallentamento economico di questi mesi e ha chiesto al nostro Paese un maggiore sforzo sul fronte delle riforme. La pubblicazione di nuove e deludenti previsioni economiche sono giunte ieri mentre l'incertezza politica romana continua a scuotere i mercati finanziari.

«La modesta ripresa economica italiana registrata dopo la crisi del 2008-2009 è vicina allo stallo in questa seconda metà del 2011 – ha spiegato ieri la Commissione nel suo rapporto d'autunno -. La crescita dovrebbe rimanere debole nel futuro prevedibile». Le autorità comunitarie si aspettano un'espansione dell'economia quest'anno di appena lo 0,5%, rispetto allo 0,7% stimato in settembre.

Nel 2012, l'economia sarà in stagnazione, con una crescita di appena lo 0,1%. In questo contesto, i conti pubblici rischiano di deludere. Il debito non scenderà l'anno prossimo e resterà al 120,5% del prodotto interno lordo. Un calo è previsto solo nel 2013, grazie a un aumento dell'avanzo primario. Nel frattempo però il deficit pubblico rischia di essere troppo elevato rispetto alle attese dell'Unione.

Secondo il rapporto della Commissione, il disavanzo nel 2013 sarà dell'1,2%, e non quindi in pareggio come promesso a suo tempo dal governo italiano. In un questionario inviato al governo italiano alla fine della settimana scorsa, le autorità comunitarie avevano lasciato intendere che il forte rallentamento economico stava mettendo in forse gli obiettivi itaiani di finanza pubblica.

Parlando ieri a Bruxelles, il commissario agli Affari economici Olli Rehn ha avvertito la classe politica italiana che l'aumento dei rendimenti potrebbe provocare contraccolpi «significativi» sull'economia reale a causa dell'aumento del costo del servizio del debito. Negli ultimi giorni il rendimento delle obbligazioni decennali è salito oltre il 7%.

«A brevissimo termine – ha detto ieri Rehn – le conseguenze di un forte aumento dei tassi d'interesse italiani non è così grave, ma abbastanza rapidamente questo fenomeno potrebbe avere contraccolpi significativi sulle condizioni di rifinanziamento e sull'economia reale». Ieri il Tesoro italiano ha venduto buoni del tesoro a un anno con un rendimento del 6,087%, praticamente raddoppiato rispetto all'asta di ottobre.

Rehn ha poi invitato il Governo italiano a fare di più su lavoro e pensioni: nella lettera di impegni dell'Italia «mancano alcuni elementi importanti come la necessità di rivedere la tassazione sul lavoro», ha spiegato il commissario. Inoltre non va abbastanza lontano sulla concorrenza e non propone nuove riforme come ad esempio quella delle pensioni, «un'area dove si può fare molto di più».

Interpellato sulla possibilità di un piano di aiuti all'Italia, Rehn ha sottolineato che in questo momento «la priorità è restaurare la stabilità politica e prendere appena possibile delle misure chiare per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica e di stimolare la crescita». Da settimane ormai la Commissione sottolinea l'importanza di associare all'austerità misure di liberalizzazione.

Rehn ha ribadito che «dal ritorno della fiducia dipendono la crescita e la creazione di posti di lavoro». Il Governo ha approvato un pacchetto di misure da 45,5 miliardi di euro in estate. Lo sguardo a questo punto è in gran parte rivolto alla situazione economica. La Commissione ha insistito negli ultimi giorni sulla necessità di liberalizzare le professioni protette.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non deve essere stato facile occupare la poltrona più alta della Bce nell’anno della peggiore pes...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prelios Innovations e Ibl Banca (società attiva nel settore dei finanziamenti tramite cessione del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le ...

Oggi sulla stampa