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Rehn: “Male abolire l’Imu riducete il costo del lavoro”

I dati sulla nostra economia sono «deludenti», l’incertezza politica frena la ripresa e le iniziative che abbiamo assunto sull’Imu hanno creato grandi perplessità in Europa. Tanto più che l’uscita dalla crisi è una speranza, non ancora una certezza: saràmeglio renderci conto che, questa volta, il talento non basterà a salvarci e che senza una profonda «revisione del motore» resteremo fermi al box.
Ecco le considerazioni sull’Italia che Olli Rehn, vicepresidente della Commissione Ue, ha snocciolato ieri durante una audizione alla Commissione Bilancio dellaCamera, utilizzando una metafora automobilistica che non è bastata a contenere l’effetto doccia fredda. L’analisi del Commissario agli Affari economici ha fatto capire che – usciti dalla procedura d’infrazione – l’Europa non è convita della nostra capacità di rispettare gli impegni presi. Nonostante le rassicurazioni fornite delgoverno, che anche ieri, con il ministro dell’Economia Saccomanni, ha di nuovo ribadito l’impegno a contenere il deficit nel limite del 3 per cento del Pil.
Alcuni dei segnali offerti, non sono andati giù a Bruxelles e Rehn, per dirlo, non si è nascosto dietro mezze parole. «I dati dell’Italia sulla crescita economica sono deludenti – ha esordito – e l’incertezza politica frena gli investimenti e la ripresa». Non è piaciuta l’abolizione della prima rata Imu: «suscita preoccupazioni rispetto allo spostamento degli oneri fiscali dai fattori produttivi verso altri cespiti – ha commentato – sarà nostro dovere valutare l’effetto della service tax». C’è invece bisogno di incanalare gli sforzi verso il lavoro, per «accelerare il ritmo delle riforme per una ripresa sostenibile e per creare posti»: nell’Italia meridionale, come in Spagna e Grecia, ha fatto notare il Commissario, «i livelli di disoccupazione sono troppo elevati ».
Critiche condensate e reseesplicite attraverso un richiamo alla «rossa» di Maranello. «La Ferrari come l’Italia – ha riconosciuto Rehn – incarna una grande tradizione di stile e capacità, anche tecnica. Ma per poter vincere bisogna avere un motore competitivo, bisogna essere pronti a cambiare, adeguarsi. L’Italia è la terza economia per grandezza in Europa e il suo motore di crescita non può andare a basso regime, ha bisogno di un’urgente revisione: non si può perdere tempo al pit stop». Spero che il Paese «guidi con due mani sul volante e rimanga fermamente in pista» ha quindi concluso.
Un paragone al quale il presidente della «rossa», Luca di Montezemolo, ha subito replicato: «L’Italia è come è più della Ferrari , è un Paese ricco di eccellenze,storie e talenti» ha detto. «Ma per avere successo devono esserci risorse da investire e una squadra che abbia le idee chiare». Un richiamo diretto al governo «che deve mostrare le sue capacità di produrre un piano», ma anche all’Europa che «non deve coltivare il mito del rigore quando è fine a se stesso», L’analisi del Commissario è piaciuta ancor meno al Pdl: dal vicepremier Alfano («basta con questa Europa che alza sempre il ditino») al vicepresidente del Senato Gasparri. «E’ ora di finirla con i caporali di giornata come questo Olli Rehn – ha detto – E’ una persona sgradita, prenda l’aereo, torni a casa e paghi tutte le tasse che vuole». Parole che hanno suscitato una ridda di polemiche e spaccature all’interno della maggioranza di governo e una telefonata di solidarietà da Monti allo stesso Rehn contro «l’inqualificabile » attacco.
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