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Rehn: Atene salva in due fasi

di Vittorio Da Rold

Olli Rehn cerca di dare ordine a giornate convulse e caotiche nell'Eurozona a 17 invitando tutti i protagonisti a non superare quella indistinta e sottile "linea rossa" oltre la quale la situazione può irreversibilmente sfuggire di mano. «Per salvare Atene ci sarà un intervento articolato in due fasi: domenica prossima occorrerà dare il disco verde alla quinta tranche da 12 miliardi di euro, l'11 luglio invece decidere sulla partecipazione del settore privato al secondo intervento d'aiuto». Così il commissario agli Affari economici e monetari Rehn, lanciando un accorato appello ai 27 «per superare le divisioni». Rehn, però, non ha spiegato né l'ammontare complessivo né la ripartizione tra Ue, privati e Fmi del secondo piano di aiuti che viaggia sui 100 miliardi di euro e che continua a essere rinviato per contrasti tra Germania e Bce, tra Berlino e Parigi e tra banche e politici mentre i differenziali sui bund continuano a salire.

Il commissario europeo, che dovrebbe mettere più urgenza ai Paesi membri, ha precisato che «non abbiamo un piano B» e ha più volte ribadito l'appello alla responsabilità politica sia da parte dei rissosi, al limite dell'incoscienza, nei partiti politici ellenici (Antonis Samaras di Nea Dimokratia in primis) che dei responsabili economici europei che stanno dando un contributo notevole all'instabilità, il nemico principale degli investitori. Senza trascurare che tra le molte ipotesi sul terreno l'Iniziativa di Vienna sembra la proposta più percorribile.

A rendere ancora più caotica la situazione è intervenuta una nota dell'Fmi nella quale il Fondo si dice pronto a proseguire il sostegno alla Grecia a condizione tuttavia che «Atene prosegua sulla strada delle riforme». La nota del Fondo (ancora senza direttore generale) aggiunge che «sono stati fatti progressi nella discussione per assicurare il pieno finanziamento del programma», anticipando il positivo esito al prossimo Eurogruppo.

«Sono fiducioso – gli ha fatto eco in una nota Rehn – che nella cena di lavoro di domenica prossima l'Eurogruppo sarà in grado di decidere sulla quinta tranche del prestito alla Grecia. Poi l'Eurogruppo sempre domenica e lunedì prenderà in esame obiettivi e condizioni di un nuovo piano per la Grecia (visto che Atene non potrà tornare sui mercati nel 2012) e la natura del coinvolgimento del settore privato, così da poter prendere una decisione all'Eurogruppo dell'11 luglio». Atene intanto dovrebbe martedì dare la fiducia al nuovo Governo Papandreou e il 28 giugno il Parlamento approvare il piano di austerità da 28 miliardi di euro al 2015.

Il doppio approccio – quinta tranche del primo piano e definizione del secondo piano – consentirà, nelle intenzioni di Rehn, alla Grecia di evitare il default, il primo di un Paese dell'Eurozona, e aprirà la strada ad una strategia di medio termine. «È stato complesso – ha ammesso Rehn – ma sono convinto che questo doppio approccio consentirà alla Grecia di evitare uno scenario complicato». «Ciò significa che il finanziamento del debito sovrano greco non potrà essere assicurato fino a settembre, mentre prenderemo le decisioni di medio termine prima, a luglio». «È deludente – ha proseguito ancora Rehn riferendosi ai risvolti politici dell'intricata situazione ad Atene – che gli sforzi per costruire un'unità nazionale siano miseramente falliti mercoledì». «Gli sforzi per evitare il default – che sarebbe una catastrofe per la Grecia – sono responsabilità di tutte le forze politiche».

Riuniti martedì a Bruxelles, i ministri dell'Eurozona non erano riusciti a mettersi d'accordo sui nuovi aiuti alla Grecia, in particolare sull'eventuale partecipazione di banche, istituti assicurativi, fondi previdenziali e altri creditori privati della Grecia al nuovo piano di aiuti, dopo quello di 110 miliardi di euro in tre anni varato nel maggio 2010. Domenica e lunedì a Lussemburgo si discuterà proprio «del contenuto e delle condizioni per un nuovo programma di aiuti alla Grecia, e della natura della partecipazione del settore privato, con l'obiettivo di giungere a qualche decisione alla prossima riunione dell'Eurogruppo l'11 luglio». Il tempo stringe.

 

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