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Regole più severe sui patronati

Realizzazione di una griglia più selettiva per l’apertura di nuovi patronati, indagine sul contenzioso aperto dai professionisti con l’Inps in materia di riserva di competenze; via libera del ministero della Giustizia al regolamento sui parametri ora all’esame del Consiglio di Stato. Sono le promesse che i due ministri Elsa Fornero (Lavoro) e Paola Severino (Giustizia) hanno fatto ieri durante i lavori della prima giornata del Congresso straordinario dei consulenti del lavoro in corso a Roma. E così la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Marina Calderone ha incassato risposte importanti su alcuni temi “caldi” per la categoria professionale dal lei rappresentata.
Orgoglio e pregiudizio. Su questi due concetti ha ruotato l’intervento iniziale della Calderone davanti a quasi 2mila professionisti. Prima, l’orgoglio. «Non è stato facile – ha detto la presidente, che è anche alla guida del Cup – ma rivendico il ruolo della nostra categoria: dopo trent’anni l’Ordine conta oltre 28mila iscritti che mettiamo al servizio delle istituzioni». Poi, il pregiudizio altrui. «Ci definiscono una casta – ha sottolineato Calderone – e io dico, invece, che l’unico privilegio che abbiamo avuto è quello di aver scelto il nostro mestiere».
Semplificazione burocratica, riconferma dell’impegno nella mediazione civile e commerciale, riflessioni sul ruolo dei consulenti nel processo del lavoro e nel collocamento privato. Sono stati numerosi i temi affrontati dal presidente del Consiglio nazionale in un momento difficile per il Paese e ancora di più per il mondo del lavoro («sul fronte della lotta alla disoccupazione la nostra categoria gioca un ruolo importante», ha detto sul punto Calderone) e in questo contesto si inserisce anche la sfida del cambiamento (“Verso il futuro” è il titolo del congresso) per un’Ordine che conta professionisti sempre più giovani e in cui la componente femminile rappresenta l’80% dei nuovi iscritti. Una sfida che può essere vinta solo puntando sulla qualità del servizio offerto. «I cittadini italiani non hanno bisogno di essere presi in giro – ha detto ancora la presidente – e devono avere di fronte professionisti preparati».
Il discorso della Calderone è stato spesso interrotto dagli applausi della sala, che ha riservato uguale trattamento al ministro della Giustizia, Paola Severino. «Quella del consulente del lavoro – ha detto il ministro nel corso del suo intervento – è una figura importante, con competenze eterogenee, che può aiutare le imprese nella gestione delle attività e nella semplificazione». Severino, dopo aver ricordato l’apporto «fondamentale» della categoria sulla strada della riforma delle professioni – ha spiegato che il futuro dei professionisti «passa dalla qualità, dalla formazione, dalla crescita delle competenze», condividendo l’analisi della numero uno del Cup.
Meno calda è stata, invece, l’accoglienza riservata al ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Pochi minuti prima, del resto, la stessa presidente del consiglio nazionale aveva ribadito le perplessità sulla riforma del lavoro e sul mancato coinvolgimento dei consulenti. Ma su questo fronte si sono registrate decise aperture da parte del ministro. «Mi sarebbe piaciuto – ha detto Fornero – predisporre un testo unico per regolare una materia così complessa ma con un Parlamento intasato sarebbe stato impossibile portare a termine la riforma». Quanto al ruolo dei consulenti, il ministro ha sottolineato che sarà senz’altro richiesto il loro contributo sul tema dell’apprendistato, considerato da Fornero il contratto “chiave” non solo per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma anche grazie all’elemento formativo, per la crescita della stessa produttività. «Bisogna cambiare il modo di pensare il mondo del lavoro – ha aggiunto il ministro – aumentando l’incontro fra domanda e offerta, e su questo fronte il ruolo di voi consulenti può essere fondamentale».

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