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Per il «Dopo di noi» regole fiscali da semplificare

Via il divieto dei patti successori e maggiore chiarezza sulle imposte dirette. Queste le correzioni di rotta suggerite dai notai, a due anni dall’introduzione della legge sul “Dopo di noi”, che resta al palo a causa di un regime fiscale troppo complesso e dei problemi di eredità. Le criticità della legge sono state analizzate nel corso di un incontro organizzato dal Consiglio nazionale del notariato ieri a Roma.
Il mancato decollo della legge è dimostrato dai numeri. A fronte di una platea di circa 127mila beneficiari, disabili con meno di 65 anni e privi di sostegno familiare, i dati relativi agli istituti utilizzati nel 2017 parlano di 818 trust, 387 vincoli di destinazione e 7 contratti di affidamento fiduciario. Numeri totali, destinati a scendere di molto se riferiti solo al “Dopo di noi”: un dato esatto non è ricavabile essendo le rilevazioni anonime.
Per Pierluisa Cabiddu, consigliere nazionale, la legge ha il grande vantaggio di esistere, ma bisogna lavorarci. «A essere penalizzati sono i patrimoni più modesti: il testo unico sulle successioni, prevede già per i disabili gravi una franchigia di 1,5 milioni di euro ».
Un ostacolo all’applicazione della norma sta anche nel divieto di patti successori, che i notai chiedono di abolire dando la possibilità ai legittimari di rinunciare alla legittima. Difficile orientarsi anche sulla gestione dei trust.
«Le agevolazioni fiscali per le imposte sui redditi sono a scartamento ridotto – spiega Nicola Forte, membro della commissione di studi del notariato – la gestione del trust è costosa e complicata. Ci sono molti benefici che si perdono per strada: dal canone di locazione a un soggetto Ires come il trust, con esclusione della cedolare secca, all’assenza di una norma specifica su Imu e Tasi, che lascia ai comuni la “facoltà” di prevedere agevolazioni».
Auspicabile per i notai una normativa ad hoc per il contratto di affidamento fiduciario, che potrebbe diventare il trust italiano. Compito che si assume Annamaria Parente, relatrice al Senato della legge: « Se tornerò in parlamento – dice Parente – mi impegno a presentare una normativa insieme al notariato anche per favorire chi un patrimonio da destinare al figlio non ce l’ha». Il presidente Salvatore Lombardo chiede un tavolo tecnico: «Invitiamo la politica ad aprire un tavolo con chi ha maturato competenza ed esperienza sia tra i professionisti, sia nella società civile, tanto in fase di elaborazione di una legge che di periodica verifica della sua concreta attuazione» .

Patrizia Maciocchi

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