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Regole europee sull’insolvenza per salvare le imprese oneste

Regole comuni per le imprese europee insolventi. Questa la novità emersa da una raccomandazione della Commissione europea, che ha chiesto ufficialmente agli stati membri (e dunque alle autorità giudiziarie) di adottare entro un anno a livello nazionale misure per adeguarsi ai nuovi standard. Le nuove regole sull’insolvenza delle imprese puntano a dare una concreta seconda possibilità a quelle oneste, nel rispetto del principio di fondo di spostare l’attenzione dalla liquidazione di un’azienda alla sua ristrutturazione, in modo da evitare la bancarotta e continuare a sopravvivere sul mercato. Secondo Bruxelles si tratta di un’operazione che porta benefici a tutti: da un lato alle imprese sane che hanno la forza di innovare e rinnovarsi mantenendo posti di lavoro, dall’altro ai creditori che potranno riavere indietro una quota maggiore dei propri investimenti. Tra le misure proposte anche la possibilità di risanamento senza aprire procedure giudiziarie, con un periodo-finestra di fino a quattro mesi e rinnovabile fino a un massimo di un anno, prima che i creditori possano adire le vie legali, e anche il discarico dei debiti di chi è fallito entro massimo tre anni. «Dobbiamo mettere in piedi un meccanismo efficiente che permetta una distinzione tra gli imprenditori onesti e disonesti», ha commentato il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, che ha aggiunto: «Questo è fondamentale per ridurre lo stigma del fallimento e dare una seconda opportunità». Sono raddoppiate dal 2008 e hanno toccato quota 200mila le imprese insolventi nell’Unione europea e 1,7 milioni i cittadini comunitari che hanno perso il lavoro ogni anno a causa dei fallimenti. Il problema della gestione normativa delle imprese in difficoltà è diventato di primaria importanza anche per Bruxelles. Per questo la Commissione intende introdurre un contesto normativo di salvaguardia dei posti di lavoro e di garanzia per i creditori che potranno recuperare quote maggiori del proprio investimento.

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