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Regole Bce, ok da Bankitalia e governo

«È, come era previsto, un esercizio serio che dura un anno. Bisogna affrontarlo con calma, con attenzione e rigore». Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, commenta i criteri per la valutazione degli attivi delle banche diffusi ieri dalla Bce, che saranno utilizzati per porre sotto esame 15 istituti italiani nei prossimi 12 mesi, a margine della presentazione all’Abi di un volume dedicato a Paolo Baffi, il governatore che negli anni più difficili per il nostro Paese «difese con coraggio l’autonomia di via Nazionale», come ha sottolineato nel suo messaggio introduttivo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Visco fa anche un riferimento al necessario enforcement delle nuove regole, che dovrà essere uniforme, per rendere efficace lo sforzo di armonizzazione: «Adesso – afferma – occorrerà andare in tutte le banche in Europa per esaminarle con gli stessi criteri. E questo è ciò che sarà fatto». Sin da ora però secondo il numero uno di via Nazionale si può rimarcare che il livello di core tier 1 all’8% é «sicuramente un livello giusto, nel senso che é un modo di avere un capitale sufficiente per affrontare le difficoltà che si possano avere». E aggiunge: «la cosa più importante é che sia un esercizio rigoroso, basato su regole uniformi e condotto in modo serio da tutte le banche che saranno coinvolte». A chi chiede se vi saranno difficoltà per le aziende di credito italiane per via del livello di sofferenze ad oggi accumulate, Visco spiega: «Le sofferenze delle banche italiane sono viste come noi le valutiamo normalmente. A fronte delle sofferenze – ha detto – ci sono delle riserve e soprattutto vi sono delle azioni da intraprendere da parte delle banche, per rendere il sistema più equilibrato e in grado di rispondere». Banche italiane penalizzate? «Non mi pare», conclude il Governatore.
I criteri diffusi ieri sono del resto il frutto di un fitto rapporto di collaborazione costruito fra le banche centrali nazionali e l’Eurotower: un rapporto che continuerà ad essere determinante durante tutto l’arco di questo esercizio che, come si sa, comprende la valutazione dei rischi delle banche, l’analisi della qualità degli attivi al 31-12-2013 e uno stress test e che si concluderà l’anno prossimo con un solo giudizio complessivo. Il requisito minimo del Common equity tier one all’8% è perfettamente alla portata delle 15 banche italiane del campione e non particolarmente stringente(gli stress test dell’Eba condotti nel 2011 prevedevano un target del 9%). I terreni sui quali le autorità italiane hanno chiesto e ottenuto maggiore severità per tutte le banche europee, in modo da cercare di ottenere un campo da gioco livellato, sono due: il primo riguarda i non performing loans. La Bce applicherà infatti le nuove regole adottate dall’Eba che ricalcano fedelmente quelle già in vigore in Italia, più stringenti che nel resto d’Europa.
Anche le banche straniere, dunque, dovranno fornire delle stime più omogenee alle nostre(e quindi, con ogni probabilità lascerano emergere in altri paesi un livello di crediti deteriorati più elevato di quello attualmente rilevato). Il secondo terreno sul quale gli italiani hanno chiesto e ottenuto più equità nei criteri riguarda la necessità di non discriminare chi si basa maggiormente su un modello di banca commerciale rispetto a chi punta molto di più sulla banca d’investimento. Con l’inclusione dell’analisi dei rischi di mercato nell’esercizio si andranno ad esaminare con grande attenzione quei prodotti derivati che sono di più difficile valutazione e che fanno parte in modo più organico del core business di banche di altri paesi.
Sono tutti elementi che ieri hanno determinato un giudizio molto sereno anche da parte del ministro dell’Economia:«La valutazione complessiva avviata dalla Bce– ha detto Saccomanni– consente di muovere un ulteriore passo nella direzione dell’Unione bancaria. L’esercizio contribuirà a rendere il sistema più trasparente e sicuro e rafforzerà la fiducia del mercato e degli investitori».Saccomanni ha quindi ribadito che «l’Italia non ha nulla da temere, il sistema bancario italiano si è dimostrato tra i più solidi di tutte le economie avanzate nonostante una crisi lunghissima che ha messo in ginocchio altri sistemi, e certamente uno tra quelli meglio vigilati e governati da norme severe».

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