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Regole ad hoc sulla sospensione delle perdite

La domanda “protettiva” dalla causa di scioglimento (ex art. 182-sexies lf) può essere presentata prima dell’assemblea chiamata a deliberare, dopo la stessa, in assenza di ricapitalizzazione o dopo l’inutile spirare del termine di ricapitalizzazione. Durante il concordato preventivo sono ammissibili sia operazioni di aumento di capitale a pagamento sia operazioni di fusione e scissione Per dette operazioni non sono necessarie autorizzazioni giudiziali nè si pongono problemi con l’operatività della procedura. È quanto si legge nell’ambito di alcune delle otto massime datate 16 luglio 2013 (ma pubblicate da pochi giorni sul relativo sito) redatte dai notai dei distretti riuniti di Firenze, Pistoia e Prato, in temi che spaziano fra il diritto societario e le nuove procedure fallimentari.

Crisi d’impresa e disciplina degli obblighi di mantenimento del patrimonio netto. A seguito della legge n. 134/2012, di riforma del diritto fallimentare si è previsto che la causa di scioglimento delle spa ed srl non opera quando, in presenza di perdite che riducono il patrimonio al di sotto del minimo legale, la società pone in essere una domanda finalizzata ad un accordo di ristrutturazione o ad una proposta di accordo di ristrutturazione o ad un concordato preventivo, anche in bianco. Secondo il notariato, la causa di scioglimento non opera nè qualora gli amministratori presentino la domanda “protettiva” prima della riunione dell’assemblea, né nei casi in cui essi la presentino dopo tale riunione, qualora l’assemblea non abbia ricapitalizzato e neppure dopo l’inutile spirare del termine della ricapitalizzazione, a cui è da assimilare l’ipotesi, di presentazione della domanda nonostante l’adozione di una deliberazione di ricapitalizzazione, quando il cda, evidentemente, ritiene improbabile la stessa. In questi ultimi due casi, la causa di scioglimento si sarebbe già verificata, ma essa non può operare in quanto l’art. 182-sexies l.f. “congela” temporaneamente le regole societarie. Naturalmente, poiché la legge fa salva la responsabilità degli amministratori ex art. 2486 c.c. per tutto il periodo anteriore alla presentazione della domanda “protettiva”, sarà interesse degli amministratori presentare la stessa nei tempi più stretti possibile.

Concordato preventivo, aumento di capitale e incrementi del patrimonio netto. Sempre possibile aumentare a pagamento il capitale sociale di una società sottoposta a concordato preventivo, a prescindere dalla fase in cui si trovi la procedura. La pianificazione dell’aumento potrebbe avvenire durante il periodo di sospensione degli obblighi di capitalizzazione ex art. 182-sexies l.f.. Il “Cavaliere Bianco” potrebbe essere interessato ad entrare in questa fase perché avrebbe un forte potere contrattuale, ma l’operazione è rischiosa in quanto legata al buon esito della procedura. A riguardo (seppur l’ammissibilità dell’operazione non appare pacifica), per garantire i potenziali sottoscrittori solo al buon esito della procedura (omologa del concordato) si potrebbe ipotizzare, allora, una delibera di aumento del capitale condizionata volontariamente e sospensivamente all’omologa. In alternativa, anche, per evitare ogni dubbio di validità della condizione sospensiva, sarebbe sufficiente strutturare la delibera con un termine finale di sottoscrizione, ex art. 2439 cc, particolarmente ampio in modo da superare l’eventuale data dell’omologa del concordato preventivo.

Intervento del notaio nel caso di concordato con riserva. La massima cerca di risolvere il dubbio su quale sia l’oggetto della delibera che il notaio è chiamato a ricevere ex art. 152 lf e presentare al Registro delle imprese nel caso di concordato in bianco o con riserva. A riguardo, si legge nella massima «La verbalizzazione Notarile, prevista dal IV comma dell’art. 161 L.Fall., della dichiarazione dell’organo societario competente a deliberare la presentazione di un domanda di concordato “in bianco” o “con riserva” ex c. 6, art. 161 l.f. deve intendersi riferita alla sola domanda e non (anche) alla proposta, non necessitando quest’ultima di autonoma ed ulteriore verbalizzazione ai sensi del III comma dell’art. 152 L. Fall.». In senso conforme studio del Notariato nazionale n. 100/2013 e giurisprudenza di merito prevalente (es. Trib. Modena del 28/11/ 2012).

Concordato preventivo ed operazioni straordinarie. Alcune massime si occupano, infine, in pendenza di concordati preventivi della possibilità della società di porre in essere alcune operazioni straordinarie. A riguardo il notariato dei tre distretti toscani ritiene legittime sia operazioni di scissione che di fusione in funzione o in esecuzione di un concordato preventivo, che non necessitano di alcuna autorizzazione degli organi della procedura ne alcuna autorizzazione giudiziale. La trasformazione di una società fallita sarà, invece, ammissibile nei limiti previsti dall’art. 2499 c.c. ma la decisione di trasformazione dovrà essere preventivamente autorizzata con decreto del tribunale fallimentare ex art. 23 e 24 lf.

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