Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Registro senza effetti «a cascata»

La rettifica in capo all’acquirente della maggiore base imponibile ai fini dell’imposta di registro potrebbe forse non comportare più in automatico l’accertamento in capo al venditore ai fini della maggiore plusvalenza.
Laddove confermata, infatti, una nuova disposizione normativa contenuta nell’articolo 5, comma 2 dello schema di decreto sull’internazionalizzazione delle imprese esclude la possibilità in capo all’amministrazione finanziaria di presumere l’esistenza di un maggior corrispettivo soltanto sulla base del valore dichiarato o accertato ai fini dell’imposta di registro.
Le conseguenze
Il solo accertamento di un maggior valore dell’immobile ceduto ai fini del registro non basterebbe all’agenzia delle Entrate per presumere che il corrispettivo pattuito sia maggiore e, quindi, per determinare una maggiore plusvalenza. A tal fine, infatti, sarà necessario per l’Ufficio trovare e addurre altri elementi di prova idonei a dimostrare che il corrispettivo indicato non sia quello effettivamente pagato.
In attesa però che la nuova disposizione normativa sia confermata ed entri in vigore, ancora oggi i contribuenti devono fare i conti con questa prassi molto diffusa presso gli uffici, vale a dire l’accertamento delle maggiori plusvalenze Irpef derivanti dalla cessione di beni immobili o del maggiore valore di avviamento ai fini Ires derivanti dalla cessione di aziende, sulla base del maggiore valore determinato nell’accertamento in materia di imposta di registro in capo all’acquirente dello stesso bene immobile o della stessa azienda.
Le strategie di difesa
Pertanto, da adesso in poi, alla luce di questa imminente previsione normativa forse sarebbe opportuno non definire l’atto mediante acquiescenza, ma tentare la strada dell’adesione per cercare di abbattere la pretesa o, in caso di mancato accordo con il fisco, impugnare l’accertamento dinanzi al giudice tributario, eccependo tra l’altro il nuovo e più favorevole orientamento del legislatore.
Sempre ai fini della difesa il venditore sarà, inoltre, chiamato a dimostrare di avere in concreto venduto l’immobile ad un prezzo inferiore rispetto a quello accertato dall’Ufficio ai fini dell’imposta di registro. Ovviamente, non si tratta di una prova semplice, anche perché spesso accade che il maggiore valore determinato ai fini dell’imposta di registro sia definito dall’Ufficio in sede di accertamento con adesione con l’acquirente. Pertanto, per evitare simili complicazioni, potrebbe essere opportuno che il veditore, nell’ambito dell’accertamento dell’imposta di registro, valuti attentamente la strategia da seguire coordinandosi, ove possibile, con l’acquirente, anche perché, a fronte dell’adesione da parte dell’acquirente, l’eventuale ricorso del venditore che contesta il valore venale definito ai fini del registro, rischia, sempre a causa del vincolo di coobligazione, di imbattersi nella cosiddetta «cessata materia del contendere».
Qualora invece l’accertamento ai fini del registro divenga definitivo (per mancata impugnazione o per definizione in sede di adesione) la difesa del venditore, sia in sede precontenziosa che contenziosa, dovrà inevitabilmente incentrarsi sul fatto che il prezzo di vendita recepito in un contratto esprime la rilevanza di fattori contingenti e variabili, quali le caratteristiche specifiche del bene venduto e/o situazioni personali delle parti. In tal caso, dunque, potrebbe ad esempio essere opportuno dimostrare che l’immobile venduto non è ben servito da servizi e infrastrutture, o che necessiti di interventi di ristrutturazione. Sotto il profilo soggettivo, invece, si potrebbe far leva sulle esigenze di realizzo immediato di liquidità da parte del venditore o i legami familiari o di amicizia tra le due parti.
Infine, se l’accertamento della maggiore plusvalenza riguarda una società, ai fini della difesa occorrerà tener presente che, per consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità, in presenza di una contabilità corretta sono necessari altri indizi sintomatici di evasione non potendosi applicare automaticamente il valore rilevante ai fini del registro alle imposte sui redditi in quanto le due imposizioni seguono regole differenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un anno dopo aver scosso Wall Street mettendo le politiche a tutela dell’ambiente al centro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Proprio nel giorno delle dimissioni del governo Conte dagli ambienti finanziari trapela con determin...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il Cr7 dei banchieri ha vinto, come nelle previsioni, la corsa per la poltrona più alta d...

Oggi sulla stampa