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Registro revisori, partita riaperta

Rinvio a un decreto ministeriale che individui i requisiti per l’equipollenza tra dottori commercialisti e revisori legali, proroga della sospensione degli sfratti. Sono questi, insieme a quelli riguardanti il Sistri (si veda articolo a fianco), gli effetti più rilevanti degli emendamenti al decreto legge Milleproroghe approvate ieri dalla Camera. Il provvedimento ora passerà al Senato per la votazione finale e la sua conversione in legge, che deve avvenire entro il 28 febbraio.
Sull’equipollenza tra dottori commercialisti e revisori contabili ieri è stato presentato un emendamento del relatore, Alfredo D’Attorre (Pd), che ha recepito una richiesta di Forza Italia. Successivamente il testo è stato modificato e nella versione finale prevede che i requisiti per l’accesso da parte dei dottori commercialisti al registro saranno definiti da un decreto del ministero della Giustizia in aderenza con la direttiva 2006/43/Ce. Tale decreto, da adottarsi entro venti giorni dall’entrata in vigore della conversione in legge del Milleproroghe, non dovrà però prevedere per i candidati «maggiori oneri» e «nuove sessioni di esame». Secondo il deputato di Scelta civica Enrico Zanetti, tale emendamento è frutto di una mediazione ma è scritto male e non ne sono chiari gli effetti. Critica anche Carla Ruocco del Movimento 5 Stelle secondo cui l’emendamento lascia discrezionalità al ministero invece di consentire all’Aula di chiudere la vicenda. Per Francesco Sisto (Forza Italia), invece, in questo modo il testo cerca di rispettare la direttiva europea, le richieste del Governo e l’indicazione arrivata dalla commissione con una formula che consente di risolvere la situazione in venti giorni.
Con un emendamento presentato da Sel, invece, è stato prorogatodal 30 giugno al 31 dicembre 2014 (la scadenza originaria era il 31 dicembre 2012) il termine di sospensione dell’esecuzione di sfratto per finita locazione di immobili a uso abitativo nei comuni capoluogo di provincia, in quelli confinanti con questi e con più di 10mila abitanti e quelli ad alta tensione abitativa individuati dalla delibera Cipe 87/2003. La proroga si applica a chi ha un reddito annuo lordo familiare inferiore a 27mila euro, con la presenza nel nucleo familiare di ultrasessantacinquenni, malati terminai o portatori di handicap e senza un’altra abitazione adeguata nella regione di residenza.
Annullato, su proposta della Lega Nord, il “prelievo” di 35 milioni di euro dal fondo pro-esodati che avrebbe dovuto alimentare la proroga della social card da 40 euro al mese nell’ultimo bimestre del 2013.
Infine, tra gli altri effetti degli emendamenti approvati, c’è l’annullamento della proroga del commissario per il sisma del 1980 in Irpinia, così come del commissario per la raccolta dei rifiuti a Palermo, e la mancata proroga degli obblighi per il ricorso alle fonti rinnovabili nella realizzazione di edifici o in ristrutturazioni.

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