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Regioni in sofferenza sui fondi Cig

Da un lato lo Stato che chiede conto di quanto speso e spinge perché siano completati i versamenti pattuiti all’Inps, dall’altro le Regioni che lamentano la necessità di fondi per fronteggiare l’aggravarsi della crisi. Il braccio di ferro tra Governo ed enti locali non riguarda solo la spending review, ma anche gli ammortizzatori sociali.
Piemonte, Lombardia, Molise, Calabria, Marche, Puglia: sono queste le sei Regioni che hanno siglato le intese con il ministero del Lavoro sull’assegnazione delle risorse 2012 per la cassa integrazione in deroga per un valore complessivo di 400 milioni (su un budget totale di un miliardo), ora alla firma del ministero dell’Economia per il via libera definitivo.
E in dirittura d’arrivo è l’accordo con la Sardegna: dopo il blitz dei cassintegrati in Regione – esasperati per il mancato pagamento da gennaio – la situazione si è sbloccata di recente. La Regione ha trasferito all’Inps 32,5 milioni di euro come rimborsi per il 2009 e dal Governo saranno sdoganati 90 milioni. «Un primo obiettivo centrato – ha detto l’assessore al lavoro, Antonello Liori – che consentirà di dare risposte immediate a chi riceve i sussidi».
Per tutte le altre Regioni nessun impegno scritto, ma la rassicurazione da parte del ministro Fornero – nell’incontro della scorsa settimana a Roma – che «non verranno lasciate da sole» e che sarà garantita la copertura per tutto il 2012. La situazione più critica si registra in Sicilia, dove mancherebbero – secondo stime – 240 milioni di rifinanziamento, mettendo a rischio 20mila lavoratori (si veda Il Sole 24 ore del 12 luglio). In Piemonte, invece, non sono ancora esaurite le risorse a disposizione, considerati gli ulteriori 50 milioni previsti dall’accordo firmato il 30 maggio. Ma la coperta non è abbastanza lunga per l’intero anno. «A breve – dice l’assessore al lavoro Claudia Porchietto – chiederemo una tranche ulteriore, calibrata sull’effettivo utilizzo della cassa integrazione in base al nostro monitoraggio in tempo reale».
In lista d’attesa al ministero del Welfare, oltre alla Sicilia (che ha sbloccato 20 milioni destinati all’Inps per i pagamenti), anche Veneto (dove le domande di Cig in deroga al 4 luglio erano 5.311, rispetto alle 2.903 dello stesso periodo del 2011), Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento.
«La situazione è in linea con quella degli anni precedenti – spiega Giuseppe Mastropietro, direttore generale del ministero del Lavoro -: con le Regioni che dimostrano di avere utilizzato i residui e che hanno adempiuto all’obbligo di versamento nei confronti dell’Inps possiamo aprire un tavolo per valutare la concessione di nuove risorse». È il caso della Puglia, che ha ottenuto la scorsa settimana 140 milioni di euro: la somma, secondo l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, consentirà a «circa 30mila lavoratori di tirare un primo respiro di sollievo».
La cassa integrazione in deroga – ombrello che negli ultimi anni ha salvato dai licenziamenti centinaia di migliaia di lavoratori non protetti da altre forme di coperture – non rientra nei capitoli della riforma del lavoro, in vigore da dopodomani, ma sarà sostituita progressivamente da un sistema di fondi bilaterali, che dovranno essere costituiti in tutti i settori scoperti (si veda l’articolo al centro). Per tutto il 2012 si andrà avanti con il sistema attuale, sulla base dell’accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, che stabilisce un nesso vincolante tra politiche attive e passive, per cui i dipendenti in cassa integrazione e mobilità in deroga devono rendersi disponibili per l’inserimento in percorsi di orientamento o riqualificazione. «E per il 2013 – conclude Gianfranco Simoncini, assessore alle Attività produttive, lavoro e formazione della Toscana e coordinatore degli assessori al Lavoro della Conferenza delle Regioni – sarà importante fissare a breve un nuovo incontro tra Regioni e ministro Fornero per verificare l’applicazione delle regole nella fase transitoria della riforma del lavoro».

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