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Regina: si possono riqualificare subito 20 mila persone Più risorse ai fondi

«È vero, la missione dei fondi interprofessionali come Fondimpresa è quella di formare e aggiornare i lavoratori dipendenti che hanno già un’occupazione. Questo in tempi normali. Ma oggi viviamo tempi straordinari, in cui dobbiamo prepararci alla madre di tutte le battaglie: combattere il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e garantire a chi perde il posto competenze che valgano un’assunzione». A parlare è Aurelio Regina, presidente di Fondimpresa, il fondo interprofessionale di Confindustria con Cgil, Cisl e Uil. Sindacati e viale dell’Astronomia sono su fronti diversi quando si parla di sblocco dei licenziamenti. Ma tornano dalla stessa parte quando l’argomento diventa la formazione.

Fondimpresa e i fondi interprofessionali si candidano ad avere un ruolo nelle politiche attive per aiutare chi ha perso il lavoro?

«Sì. L’anno scorso abbiamo messo a bando 5 milioni di euro in via sperimentale per corsi promossi da imprese interessate ad assumere disoccupati, purché avessero una serie di competenze ben precise. Per la precisione, 3,5 milioni erano destinati a persone in cassa integrazione e 1,5 a inoccupati. Abbiamo poi messo un vincolo: i rimborsi sarebbero andati alle imprese soltanto se almeno il 70% dei corsisti fosse stato assunto a tempo indeterminato».

Come è finita?

«Ha funzionato. A consuntivo abbiamo creato 300 posti di lavoro a tempo indeterminato con una spesa per lavoratore di 6.800 euro».

Ora vorreste mettere a sistema questo progetto con i fondi del Pnrr destinati alle politiche attive?

«Non è esattamente così. I fondi interprofessionali si finanziano con lo 0,30% dei contributi contro la disoccupazione involontaria versati dalle imprese. Il governo Monti introdusse un prelievo forzoso nel 2012. Fondimpresa, che da sola vale il 50% del settore, raccoglie circa 400 milioni l’anno ma di questi una sessantina vengono trattenuti dallo Stato. Ecco, noi chiediamo che questi fondi ci vengano lasciati. Vorremmo utilizzarli per reinserire disoccupati nel mondo del lavoro attraverso una formazione utile alle imprese».

La madre di tutte le battaglie è ridurre la disoccu-pazione. Uno dei modi per riuscirci è dare formazione di qualità a chi cerca lavoro

Quanti disoccupati potreste ricollocare?

«Visto come è andata l’anno scorso, penso che come Fondimpresa potremmo trovare un posto e a tempo indeterminato a circa 10 mila persone. Il doppio se si considera tutto il settore».

La competenza sulla formazione professionale è delle Regioni. Sarebbe necessario un coordinamento.

«Tocca un tasto dolente. Quando il governo ha riaperto alla formazione in presenza nelle aziende ogni Regione ha introdotto regole diverse creando seri problemi all’operatività dei corsi. Intervenire trovando forme di armonizzazione non è più procrastinabile. Credo poi che in Conferenza Stato-Regioni quando si parla di formazione dovrebbero essere coinvolti anche i fondi interprofessionali».

Da anni si aspetta una partenza di politiche attive per i senza lavoro.

«Attendiamo l’intervento del governo. A questo punto è urgente e necessario. Sarebbe utile anche un riordino delle normative che riguardano i fondi interprofessionali».

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