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Regime fiscale e Irap, Stp parificate agli studi associati

Società tra professionisti con reddito da lavoro autonomo. Le Stp saranno tassate come gli studi associati, indipendentemente dalla loro forma giuridica. Anche ai fini Irap. È quanto prevede lo schema di dlgs sulle semplificazioni approvato il 20 giugno 2014 dal consiglio dei ministri, in attuazione della delega fiscale.

Per quanto riguarda le Stp il provvedimento ripropone quindi la stessa disposizione già contenuta nel precedente ddl semplificazioni varato dal governo Letta esattamente un anno fa ma poi finito nelle sabbie mobili in senato e mai più riemerso. Il nuovo tentativo di risolvere i dubbi sul trattamento fiscale delle Stp potrebbe dare una spinta significativa alla nascita delle società professionali, che a due anni e mezzo dalla loro introduzione (avvenuta con la legge n. 183/2011) non hanno ancora trovato diffusione. La soluzione prospettata a livello fiscale, secondo il governo, porterebbe con sé anche quella previdenziale, facendo venir meno quindi un’ulteriore criticità che ha molto frenato finora la nascita delle Stp.

Spese vitto e alloggio. Il dlgs licenziato la scorsa settimana da palazzo Chigi contiene un’altra modifica in materia di reddito di lavoro autonomo, riguardante la corretta qualificazione tributaria delle spese di vitto e alloggio acquistate direttamente dal cliente per conto del professionista. Modificando l’articolo 54 del Tuir, viene specificato che le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande pagate dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista. Tale intervento comporterebbe che i professionisti non debbano più «riaddebitare» in fattura tali spese al cliente. Naturalmente in questo modo gli oneri non potranno più essere considerati deducibili dal reddito di lavoro autonomo.

Provvigioni. Un’ulteriore misura contenuta nel dlgs interessa da vicino tutti quei soggetti che percepiscono provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari. Intervenendo sull’articolo 25-bis del dpr n. 600/1973 l’esecutivo «cristallizza» la validità della dichiarazione annuale presentata dagli agenti per l’applicazione della ritenuta d’acconto in misura ridotta. Attualmente, infatti, i committenti/mandanti, nella loro qualità di sostituti d’imposta, sono obbligati a effettuare una ritenuta a titolo di acconto ai fini Irpef/Ires sulle provvigioni pagate. Di regola la trattenuta è pari al 50%. Tuttavia, chi dichiara di avvalersi in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi, può chiedere l’applicazione della ritenuta al 20%. Con la modifica in commento l’adempimento sarà permanente e non dovrà essere ripetuto ogni anno (a meno di modifiche alle condizioni intervenute nel frattempo). Onde evitare abusi, il dlgs stabilisce che chi non rende noto al committente di non avere più diritto all’agevolazione va incontro a una sanzione variabile da 258 a 2.056 euro.

Omaggi. Il dlgs introduce infine la possibilità di detrarre l’Iva sulle spese di rappresentanza sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50 euro. Ad oggi, infatti, entro tale soglia la deducibilità è garantita esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi. Per quanto riguarda l’Iva, invece, attualmente la detrazione dell’imposta è ammessa solo per gli omaggi di valore inferiore a 25,82 euro.

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