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Regime ad hoc per i congrui

Alle imprese congrue e coerenti alle risultanze degli studi di settore sono preclusi gli accertamenti analitico-induttivi, è ridotto di un anno il termine per l’accertamento ed è maggiore lo scostamento tra il reddito dichiarato e quello determinato sinteticamente ai fini dell’accertamento sintetico. Sono questi in sintesi gli effetti premiali previsti dall’art. 10, c. 9, del dl 201/2011, con effetto dal periodo d’imposta 2011, per i contribuenti che dichiarano, anche a seguito di adeguamento, ricavi in linea con il valore puntuale previsto da Gerico. Più nel dettaglio, gli effetti premiali sono i seguenti:

a) preclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’art. 39, c. 1, lett. d), secondo periodo, del dpr 600/73, e dell’art. 54, c. 2, ultimo periodo, del dpr 633/72;

b) riduzione di un anno dei termini di decadenza dell’azione di accertamento;

c) la determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente (cosiddetto «redditometro») è ammessa a condizione che il reddito accertato ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.

È importante evidenziare che il successivo c. 10 dell’art. 10 del dl 201/2011 non garantisce tali benefici in presenza di una congruità e coerenza «tout court», poiché richiede che il contribuente abbia regolarmente assolto agli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore, oltre a risultare coerente ai relativi indicatori. È evidente che tale norma intende premiare solamente coloro che inseriscono dati «fedeli» per il calcolo di Gerico e non anche quei contribuenti che hanno «manovrato» alcuni dati per ottenere una congruità altrimenti non raggiungibile, ovvero che abbiano inserito cause di esclusione o di inapplicabilità non spettanti.

Gli aspetti evidenziati sono stati confermati anche dall’Agenzia delle entrate. In particolare, la circ. 16/3/2012, n. 8/E, ha elencato alcune condizioni affinché i soggetti congrui e coerenti possano accedere al regime premiale, e in particolare:

– i dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore devono essere assolti regolarmente, e soprattutto indicando gli stessi in modo fedele;

– la coerenza deve riguardare gli indicatori previsti dai decreti di approvazione degli studi di settore;

– deve sussistere l’utilizzo potenziale degli studi di settore ai fini dell’accertamento. Ne consegue che sono esclusi dal regime premiale i soggetti per i quali sussistono cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi, come, per esempio, per coloro che hanno un volume di ricavi superiore alle soglie massime per l’applicazione degli studi stessi.

Lo stesso documento dell’amministrazione finanziaria precisa che cosa si debba intendere per «congruità», evidenziando che per il raggiungimento della stessa si deve tener conto anche degli eventuali indicatori di normalità economica che agiscono direttamente nella funzione di ricavo puntuale innalzando il livello dello stesso in presenza di situazioni di non normalità economica. Per quanto riguarda, invece, la riduzione di un anno dei termini di accertamento, l’Agenzia ricorda che tale effetto risulta precluso in presenza di un reato previsto dal dlgs. n. 74/2000. Infine, è criticabile il chiarimento fornito dall’Agenzia delle entrate, con la circ. n. 25/E/2012 in merito all’effetto premiale riguardante il rapporto con l’accertamento sintetico. Nel citato documento, è stato precisato che l’incremento dello scostamento da 1/5 a 1/3 del reddito determinato sinteticamente rispetto a quello dichiarato non può riguardare anche i soci di soggetti trasparenti di cui all’art. 5 del Tuir (società di persone, associazioni professionali ecc.), ovvero di società a responsabilità limitata che abbiano optato per la trasparenza di cui all’art. 116 del Tuir, in quanto è riferibile ai soli contribuenti soggetti all’accertamento in base agli studi di settore.

Si segnala, infine, che gli effetti premiali in questione, sia pure potenzialmente applicabili a tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore poiché la disposizione dell’art. 10 del dl n. 201/2011 non contiene limitazioni in tal senso, nel concreto sussistono delle limitazioni rilevanti, poiché il co. 12 dell’art. 10 dello stesso dl n. 201/2011 rinvia a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con il quale possono essere previsti e determinati differenti termini di accesso. Rinviando per le annualità 2011 e 2012 rispettivamente al provvedimento del 12 luglio 2012 e del 3 luglio 2013, per l’annualità 2013 occorre far riferimento al provvedimento direttoriale 25 giugno 2014, n. 85733/2014 con il quale sono stati individuati gli studi di settore che hanno potenzialmente accesso al regime premiale dei contribuenti congrui e coerenti per il periodo d’imposta 2013, che sono 116 e non comprendono alcuno studio riferito alle attività professionali.

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