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Regia dell’euro, in pole position la spagnola Calviño

Roma Una spagnola, un irlandese e un lussemburghese in corsa per la presidenza dell’Eurogruppo. Nadia Calviño, Paschal Donohoe e Pierre Gramegna hanno annunciato ieri la candidatura per succedere al portoghese Mario Centeno. «Un pool eccellente di candidati – ha commentato Centeno – che dimostra l’importanza dell’Eurogruppo oggi». La scelta verrà fatta il prossimo 9 luglio dai ministri delle Finanze della zona Euro che eleggeranno il nuovo presidente a maggioranza semplice (almeno 10 voti). Una figura molto importante e delicata quella del capo dell’Eurogruppo cui spetta, per due anni, di presiedere le riunioni dei ministri dell’Economia degli Stati Ue e coordinare le politiche nazionali con quelle dell’Unione.

In caso di vittoria, la spagnola Nadia Calviño sarebbe la prima donna a ricoprire questo ruolo. Cinquantuno anni, ministra dell’Economia e della trasformazione digitale nel governo socialista di Pedro Sanchez, madre di 4 figli, la Calviño è un’economista che conosce bene le stanze europee avendo lavorato per anni a Bruxelles alla Commissione europea, tanto da diventare dal 2014 al 2018 direttore generale del Bilancio. Non solo. Alle dimissioni della presidente del Fondo Monetario Christine Lagarde, il suo nome fu uno di quelli per la possibile successione, ma poi lei preferì ritirarsi dalla corsa. La sua è quindi una candidatura molto forte ed è considerata la favorita.

La sua vittoria seguirebbe il solco della strada aperta dalle altre due donne figure centrali dell’Unione, Ursula von der Leyen e Christine Lagarde. Trio cui si aggiungerebbe infine anche la cancelliera Angela Merkel, come presidente di turno dell’Ue per i prossimi sei mesi. «Vorrei continuare a lavorare per un’area dell’euro forte e prospera a beneficio di tutti i cittadini europei», ha scritto Calviño su Twitter annunciando la candidatura.

Tre candidati

Anche Paschal Donohoe e Pierre Gramegna candidati per il dopo Centeno

Tra gli sfidanti, l’irlandese Paschal Donohoe potrebbe darle del filo da torcere. Classe ‘74, due figli, il dublinese è ministro delle Finanze e delle spese pubbliche in Irlanda ed è considerato «un costruttore di ponti», caratteristica importante in una fase in cui i 19 Paesi si trovano ad affrontare decisioni potenzialmente divisive come quelle sul Recovery Fund. Ma in patria, il suo partito, il Fine Gael, si trova ad affrontare il prossimo voto sul nuovo governo e potrebbe avere ricadute non positive per la sua candidatura.

Il democratico Pierre Gramegna è il senior del gruppo. Carriera diplomatica, 62 anni, il lussemburghese è ministro delle Finanze del suo Paese dal 2013. Per lui questo è un nuovo tentativo: anche nel 2017 si candidò alla guida dell’Eurogruppo, ma fu sconfitto alla seconda votazione da Mario Centeno.

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