Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Referendum, la data è il 28 maggio Un decreto per abolire i voucher

Si potrebbe votare il 28 maggio per i due referendum sul lavoro promossi dalla Cgil, il primo per la cancellazione dei voucher, il secondo per gli appalti. Potrebbe perché in realtà il governo accelera sul decreto legge che cancellerebbe del tutto i voucher, sia per le imprese sia per le famiglie, superando a sinistra il referendum che a quel punto non si terrebbe più. Il decreto potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già venerdì. Nel testo non ci sarebbero correttivi sugli appalti: se così fosse resterebbe in piedi il secondo quesito, politicamente meno trainante ma comunque delicato. La data è stata fissata ieri dal Consiglio dei ministri. La scelta della cancellazione totale ha preso quota in un incontro serale a tre, fra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che dice «correggeremo le norme», il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano.

In attesa del decreto, sia il segretario della Cgil Susanna Camusso sia buona parte dell’opposizione avevano chiesto di votare il 28 maggio anche per le elezioni amministrative che riguarderanno quasi mille Comuni. Un’ipotesi che aiuterebbe il raggiungimento del quorum, farebbe risparmiare secondo i sostenitori 300 milioni di euro. E considerata «possibile» dal ministro del Lavoro Poletti ma scartata dal Viminale perché i collegi sono diversi tra referendum e Amministrative. Lo scontro sarebbe svuotato nel caso di decreto legge che cancella i voucher. Superando anche la polemica sulla chiusura delle scuole, visto che la data del 28 maggio creerebbe un super ponte attaccato al 2 giugno. A premere per una forte limitazione dei buoni sono stati soprattutto i parlamentari Mpd, gli scissionisti del Pd. «Senza una soluzione entro sette giorni inizieremo la campagna elettorale» aveva detto Roberto Speranza. Gli scissionisti si sarebbero «accontentati» di cancellare i voucher per le imprese e di lasciarli alle famiglie. Ma il governo vuole andare più in là. Abolizione totale senza appigli giuridici per lasciare in piedi un referendum evidentemente molto temuto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Quota 100 non è solo la misura pensionistica del governo Conte 1. È anche il numero di miliardi ch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dieci giorni per tener fede agli accordi del 14 luglio. Se entro il 10 ottobre non si chiuderà la p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Bce potrebbe far cadere il suo tabù più grande: consentire all’inflazione di salire temporane...

Oggi sulla stampa