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Redditometro senza raddoppio

La spesa per incrementi patrimoniali sostenuta nel 2009 (così come negli anni successivi) non può rilevare due volte: per “quinti” per il vecchio redditometro e interamente per la stessa annualità 2009. Lo ha stabilito (correttamente) la Commissione tributaria regionale di Trieste, con sentenza n. 50/10/13, depositata il 10 luglio 2013.
L’aspetto preso in considerazione dalla Commissione tributaria regionale è stato più volte segnalato sulle pagine del Sole 24 Ore. Con il nuovo accertamento sintetico, introdotto dal decreto legge 78/2010, è stato eliminato il principio – che valeva in passato – in base al quale la spesa per incrementi patrimoniali si presumeva sostenuta, in quote costanti, con il reddito dell’anno e dei quattro precedenti (nei primi anni di applicazione del metodo, erano addirittura i cinque anni precedenti).
Per spesa per incrementi patrimoniali si intende quella relativa all’acquisto di beni che, con un certo grado di stabilità, incrementano il patrimonio del soggetto, come, per esempio, l’acquisto di un’abitazione, di un’autovettura o di una barca. In sostanza, nel vecchio accertamento sintetico, il principio sottostante era che la ricchezza che aveva consentito il sostenimento di talune spese incrementative del patrimonio del contribuente si reputava stratificata nel tempo.
Con il Dl 78/2010 queste spese vengono invece fatte rientrare – dal periodo d’imposta 2009 in avanti – tra «le spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta», che determinano il reddito presunto del contribuente nell’anno di effettuazione dell’esborso. Si tratta di un’evidente forzatura in quanto una spesa che va a incrementare il patrimonio del soggetto – come può essere l’acquisto di una casa o di un’auto – non può essere certo stata sostenuta con il reddito dello stesso anno del sostenimento della spesa. La scelta che è stata fatta dagli estensori della nuova norma risulta, quindi, fortemente viziata da una logica volta esclusivamente al reperimento di entrate, senza considerare i principi di ragionevolezza e sistematicità. Tant’è che da più parti è stata annunciata la volontà di ripristinare il principio della “spalmatura” su più anni degli incrementi patrimoniali, come accadeva in passato. Tuttavia, lo si vorrebbe fare con una circolare: cosa che non può essere, visto che il documento di prassi (che non è ovviamente vincolante né per i giudici né per il contribuente) si discosterebbe dalla norma. Occorrerebbe, quindi, intervenire con una modifica normativa.
Peraltro, molte volte è stato segnalato dai lettori che, in relazione agli accertamenti relativi agli anni 2008 e precedenti, alcuni uffici attribuiscono “per quinti” le spese per incrementi patrimoniali sostenute dal 2009 in avanti. Sicché, in questo modo, una spesa per incrementi patrimoniali sostenuta, ad esempio, nel 2009 verrebbe a rilevare due volte: una, per la sua interezza, al fine di determinare il reddito presunto del 2009, e l’altra come incremento patrimoniale “per quinti” per il passato.
Ed è questo proprio il caso preso in esame dalla Commisione tributaria regionale di Trieste, la quale afferma che la spesa per investimenti del 2009 non può rilevare “per quinti” per il vecchio redditometro, relativamente, nel caso di specie, alle annualità 2005, 2006 e 2007. Arrivando, in questo modo, a risolvere il problema con un’interpretazione favorevole alle ragioni del contribuente.

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