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Redditometro, rischio Unico 2011

di Andrea Bongi 

I ritardi del nuovo redditometro mettono a rischio anche i redditi del 2011. In assenza dell'applicativo software in tempo utile per le scadenze di pagamento delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche sarà infatti impossibile testare, per il terzo periodo d'imposta consecutivo, la tenuta fra redditi dichiarati e redditi sinteticamente accertabili.

Sarà anche impossibile prevedere adeguamenti in dichiarazione per eventuali scostamenti far redditi dichiarati e redditi sintetici perché i modelli 2012 non prevedono nuovi spazi utili a tale operazione.

Il rischio che i conti del 2011 rimangano al buio, almeno per quanto attiene alla verifica con il nuovo redditometro nasce da tutta una serie di considerazioni.

Innanzitutto le tempistiche previste per l'attuale fase sperimentale del software denominato Redditest. Per tutto il mese di febbraio il canale aperto dalla So.Se. rimarrà infatti a disposizione delle categorie economiche e agli ordini professionali per l'invio delle segnalazioni relative a casi pratici di applicazione del nuovo redditometro.

Nel mese di marzo verranno invece completate le elaborazioni sui casi inviati da parte della So.Se. che provvederà poi ad inviare gli esiti delle stesse all'Agenzia delle entrate.

Una volta esaurita questa fase di natura prettamente tecnica si dovrà procedere all'elaborazione definitiva del software da mettere a disposizione degli utenti sia attraverso il sito internet delle entrate sia attraverso le software house che distribuiscono i software dichiarativi.

Prima di essere messo in rete però il nuovo redditometro dovrà essere giuridicamente validato. Occorre in altri termini che il nuovo paniere di beni e servizi e i relativi parametri di calcolo o coefficienti che dir si voglia, siano ufficializzati all'interno del decreto del ministero dell'economia e delle finanze da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi e per gli effetti dell'articolo 22, comma terzo del decreto legge n. 78/2010.

Come si vede i passaggi ancora mancanti sono più di uno e la sensazione è che il percorso da compiere sia ancora molto. Non è un caso che lo stesso direttore delle Entrate nel corso della recente audizione presso la commissione finanze della camera dei deputati del 31 gennaio scorso, non abbia indicato una data precisa per il debutto del nuovo software limitandosi a dire che lo stesso «.. sarà operativo entro il 1° semestre del corrente anno».

Ma torniamo al processo di messa a punto del nuovo strumento di determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche ed al rischio, sempre più concreto, che anche il prossimo modello dichiarativo sia sprovvisto del software di controllo con la conseguenza che i contribuenti italiani avrebbero presentato per tre anni consecutivi, 2009, 2010 e 2011, dichiarazioni dei redditi potenzialmente rettificabili attraverso uno strumento di calcolo a tutt'oggi sconosciuto.

E se è pur che si conoscono dal 25 ottobre scorso i nuovi beni e servizi che costituiscono il paniere da utilizzare per il calcolo del reddito sintetico, sono invece del tutto sconosciute le variabili di calcolo e di ponderazione di tali elementi. Tanto per fare un esempio, i contribuenti italiani sanno che le spese per la frequentazione di centri benessere entreranno nel calcolo del reddito sintetico ma non hanno notizia di quanto rileverà in termini reddituali una spesa, per esempio, di 500 euro sostenuta in una beauty farm.

Ovvio che senza conoscere il coefficiente di ponderazione reddituale delle spese il senso intero dell'operazione denominata «redditometro di seconda generazione» resta lacunoso e poco comprensibile.

Tornando alle dichiarazioni dei redditi del 2012 occorre sottolineare anche un ultimo aspetto. L'esame dei due modelli destinati alle persone fisiche, il 730/2012 e l'Unico 2012 PF, non presentano alcuna novità relativamente alla possibilità di adeguare il reddito complessivo del contribuente rispetto a quello sinteticamente accertabile sulla base del nuovo software di calcolo del redditometro.

Ciò può significare soltanto due cose: la possibilità che un tale adeguamento, seppur più volte annunciata dalle Entrate, sia di fatto tecnicamente impraticabile oppure si che si dia già per scontato che tale operazione non potrà essere compiuta nella prossima dichiarazione dei redditi delle persone fisiche perché il relativo software di calcolo del nuovo redditometro giungerà soltanto fuori tempo massimo.

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