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Redditometro pure a puntate

Nuovo redditometro: possibile fornire nuovi elementi giustificativi dello scostamento anche dopo il primo invito dell’ufficio. Sui beni ad uso promiscuo, quali le autovetture, durante il contraddittorio il contribuente potrà documentare una diversa percentuale di utilizzo e di sostenimento delle spese rispetto a quella fiscalmente stabilita.

Sono questi i due importanti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in materia di nuovo redditometro durante il Videoforum 2014 organizzato ieri da ItaliaOggi.

Primo invito: gli effetti

La domanda rivolta all’Agenzia delle entrate riguardava espressamente gli effetti in capo al contribuente nell’ipotesi di mancata risposta alle richieste formulate dall’ufficio durante il primo incontro previsto espressamente dalla procedura stabilita dal comma 7 dell’articolo 38 del dpr 600/73.

In particolare le preoccupazioni dei contribuenti erano focalizzate sul richiamo alle disposizioni di cui all’articolo 32 del dpr 600/73 operate dalla circolare n. 24/e delle Entrate del 31 luglio 2013. Tale richiamo rischiava infatti di trascinare con sé anche le conseguenze che la norma prevede in caso di non risposta all’invito dell’ufficio ovvero: impossibilità per il contribuente di poter produrre tali dati o documenti sia nella successiva fase amministrativa (accertamento con adesione) sia in contenzioso.

La risposta fornita ieri dalle Entrate contiene invece un’evidente apertura su tale fronte. Nella stessa si precisa infatti come il settimo comma dell’articolo 38 del dpr 600/73 prevede un ulteriore momento obbligatorio di confronto secondo le modalità di cui all’articolo 5 del dlgs. n.218/97, quale ulteriore garanzia per il contribuente, e pertanto non si può escludere che proprio in questa seconda fase il contribuente possa presentare nuovi elementi giustificativi non forniti durante la prima fase della verifica.

Si tratta dunque di un’apertura importante e garantista che va nell’ottica di un vero ed equilibrato confronto fra il fisco ed il contribuente in materia di nuovo redditometro.

Stante la suddetta precisazione è auspicabile che già nello stesso invito recapitato al contribuente sia esplicitato come gli elementi o le notizie non fornite durante questa prima fase potranno comunque essere prodotte in una, eventuale, fase successiva, sia essa amministrativa o contenziosa.

La risposta fornita ieri dalle Entrate va incontro anche alle richieste del Garante della privacy che aveva chiesto di conoscere proprio quali dovessero essere le conseguenze per il contribuente in caso di mancata presentazione a seguito del c.d. primo invito ovvero in caso di mancato conferimento dei dati richiesti.

I beni a uso promiscuo

La risposta fornita sul punto dalle Entrate, pur confermando il contenuto della precisazione data nel corso del Videoforum 2013 di ItaliaOggi, ne supera la portata ampliandola a favore del contribuente.

Infatti in presenza di beni o servizi utilizzati solo promiscuamente nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo, gli stessi rileveranno ai fini del redditometro solo per la parte non riferibile alle due suddette sfere reddituali.

Ciò premesso, ed ecco l’aggiunta nella risposta di ieri, non è precluso al contribuente in sede di contraddittorio obbligatorio da nuovo redditometro, «documentare» una diversa percentuale di utilizzo e di sostenimento delle spese rispetto a quelle fiscalmente stabilite. La risposta delle Entrate si concentra sul caso classico di bene ad uso promiscuo: le autovetture.

Il problema che si pone però per questi beni strumentali è che il loro uso promiscuo alla formazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo è presunto per legge dall’articolo 164 del Tuir. E tale presunzione, stando ai precedenti interventi dell’Agenzia delle entrate, è di natura assoluta e come tale insuperabile. Difficile capire allora come si potrà conciliare la possibilità di fornire e documentare un utilizzo in percentuali diverse da quelle presunte dal Tuir senza che da ciò non derivino poi ricadute anche in tema di redditi d’impresa e di lavoro autonomo.

Tanto per comprendere la portata di tale ultimo ragionamento supponiamo che un contribuente riesca a documentare una percentuale di uso aziendale dell’autovettura superiore all’attuale limite di deducibilità fiscale del 20% elevandola, ad esempio al 50%.

A quel punto, stando alla risposta delle Entrate, tale autovettura rileverà ai fini redditometrici non per l’80% bensì per il 50%.

Da tale ragionamento è infatti chiaro che rimane fuori dalla deducibilità dal reddito d’impresa sia dal redditometro, una percentuale dei costi di tale auto esattamente pari al 30%.

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