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Redditometro, doppio confronto

Lavoratori dipendenti e pensionati raramente saranno selezionati ai fini dei controlli legati al nuovo redditometro. La campagna di accertamenti nel 2013 riguarderà, invece, 35mila/40mila contribuenti per i quali si sarà manifestato un macroscopico scostamento tra il reddito dichiarato e le spese sostenute (a partire dall’anno d’imposta 2009), ben al di là dei 12mila euro e – almeno inizialmente – anche oltre la soglia del 20% indicata dalla legge.
La scelta di un approccio “soft” nell’avvio del nuovo redditometro da parte dell’amministrazione finanziaria è stata ribadita ieri a Roma nel corso del seminario dal titolo «Il nuovo Redditometro: un programma di contrasto all’evasione fiscale» promosso dall’Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari), d’intesa, con la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze «Ezio Vanoni» e l’agenzia delle Entrate (rappresentata da Francesco Gravina della Direzione centrale accertamento).
L’incontro – durante il quale in una veste speciale ha preso la parola anche Pippo Baudo – è stata l’occasione per la conferma di alcuni chiarimenti. In materia di investimenti, come l’acquisto della casa, l’Agenzia nella fase selettiva dei profili da monitorare adotterà un metodo “prudenziale” spalmando gli importi su cinque anni. Non avendo ancora a disposizione i dati sui risparmi accumulati dai singoli contribuenti – in attesa che parta all’inizio di aprile e venga via via implementato l’archivio dei rapporti finanziari –, per esempio, gli uffici di fronte a un investimento da 300mila euro, con un mutuo di 100mila, considereranno una spesa annuale di 40mila (i 200mila euro saranno, cioè, divisi per l’anno d’imposta sottoposto a verifica e i quattro precedenti).
Per quanto concerne le garanzie riconosciute al contribuente è stato inoltre precisato come allo stesso sarà sempre assicurato un doppio colloquio. A seguito di una prima richiesta di chiarimenti e di un primo colloquio, l’Agenzia se non accoglierà le giustificazioni del contribuente, potrà formulare un invito con adesione (articolo 5 del decreto legislativo 218/97). Invito di cui si discuterà nel secondo momento del contraddittorio. Se non si individuerà in questo passaggio un accordo, allora l’Agenzia procederà con l’atto di accertamento. Sempre in questa fase, oltre alle spese certe, incluse quelle di mantenimento di determinati beni che sono state rese autonome nel nuovo redditometro e non rappresentano più, come nel vecchio sistema, coefficienti moltiplicatori delle prime, saranno valutate anche le spese Istat. Queste ultime riassumono consumi normalmente frammentati nel corso dell’anno (per i quali non è possibile costringere i contribuenti ad archiviare scontrini e fatture) e avranno comunque un peso marginale nell’esame delle Entrate.
«Il nuovo redditometro – ha sottolineato il presidente della Fondazione Ancot, Dino Agostini – è più efficace ed equo in quanto va a ricercare consumi e investimenti effettivi del contribuente confrontandoli con il reddito dichiarato rispetto ai vecchi coefficenti e moltiplicatori che portavano a risultati a volte astrusi e assurdi. Inoltre, abbiamo chiesto all’agenzia delle Entrate dei chiarimenti da riportare in una prossima circolare in merito alla valorizzazione dei beni usati promiscuamente e della considerazione del risparmio personale».

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