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Reddito di emergenza verso il flop. Le domande sono solo 244mila

A meno di tre settimane dalla pubblicazione del decreto “Rilancio” (34/2020) Inps manda in pagamento i primi 67mila Redditi di emergenza (Rem), l’aiuto economico per le famiglie più in difficoltà che non hanno finora beneficiato di altri sussidi, compreso il Reddito di cittadinanza. Ma la buona notizia della velocità di esecuzione arriva assieme a quella cattiva delle poche domande presentate: 244.355 finora. Di questa poco più di 147mila sono quelle in istruttoria, mentre circa 39mila sono state respinte: Inps settimana scorsa aveva comunicato che in molti casi mancava la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) valida. Per un confronto, le domande di Reddito di cittadinanza hanno finora registrato un tasso di cancellazione del 25%.

I candidati al Rem sono dunque meno di un terzo dei nuclei stimati dal governo nella Relazione tecnica che accompagna il decreto o degli 851mila indicati nelle microsimulazioni dell’Ufficio parlamentare di Bilancio. Sulla misura è stato assunto un impegno di spesa per 954 milioni di euro a fronte di beneficio una tantum mensile, per due mesi, di 800 euro (840 se in famiglia c’è un disabile grave). E le domande devono essere presentate entro il termine perentorio di martedì 30 giugno. Se non ci sarà una corsa nei prossimi giorni il rischio flop diventa concreto. Un rischio peraltro annunciato da molti osservatori già in fase di definizione della misura che, a differenza di altri bonus riconosciuti con il Covid-19, prevede condizioni precise, a partire da una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) valida al momento della richiesta e un Isee non superiore ai 15mila euro. Inps da febbraio offre la possibilità di scaricare l’Isee precompilato dal sito ma questa facilitazione non basta, evidentemente, per cittadini ai margini della società. Non solo. Il Rem è incompatibile con tutte le altre forme di aiuti già attivate ed è pure previsto un requisito patrimoniale mobiliare inferiore ai 10-20mila euro a seconda del numero dei componenti familiari.

Un po’ troppo – secondo i critici – per garantire il successo di questa sorta di deroga temporanea al Reddito di cittadinanza che è riconosciuta anche ai cittadini stranieri (basta la residenza) i quali, secondo i calcoli, potrebbero rientrare nei requisiti per una platea di almeno 250mila nuclei. «Sono molto preoccupato dal pericolo che una parte rilevante tra gli oltre due milioni di persone che hanno diritto al Rem non lo riceva. Gli esclusi rischiano di essere in particolare coloro i quali sono completamente al di fuori della rete del welfare pubblico – dunque non hanno l’Isee – e chi dispone di strumenti culturali e relazionali limitati per presentare la domanda», spiega Cristiano Gori, docente di Politiche sociali che, con il Forum Disuguaglianze Diversità e Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), aveva fortemente sostenuto l’introduzione del Rem ma senza l’Isee. Si può ancora rimediare? «Due sono le gli interventi da realizzare al più presto – spiega Gori –. Primo, una campagna informativa istituzionale che spieghi a chi è rivolto il Rem e cosa fare per presentare la domanda. Secondo, una proroga della scadenza per la presentazione delle domande, attualmente prevista per il 30 giugno». C’è, come detto, anche un problema di coincidenza di platee e misure in campo. L’analisi incrociata tra Rem e Reddito di cittadinanza fatta dall’Ufficio di Bilancio evidenzia una sovrapposizione dovuta al basso take up del RdC, che contribuisce a incrementare i beneficiari del Rem: la platea di questi ultimi sarebbe costituita infatti da circa 420.000 “nuovi” nuclei che non soddisfano i requisiti del RdC e di circa 440.000 nuclei che invece hanno i requisiti per il Reddito di cittadinanza ma non lo hanno mai chiesto.

Un po’ meglio stanno andando le richieste per l’indennità Covid-19 riconosciuta ai lavoratori domestici. Le domande sono al momento 157.236. Questo sussidio si richiede con un procedura identica a quella per il bonus da 600 euro riconosciuto a commerciati e artigiani e consiste in un contributo di 500 euro mensili, per soli due mesi, erogabile anche in soluzione unica. In questo caso non c’è una scadenza per la presentazione della domanda ma le risorse sono definite e una volta raggiunto il limite si chiudono i pagamenti: in questo caso il governo ha stimato una platea di 460mila interessati e ha stanziato 460 milioni.

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Davide Colombo

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