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Per il reddito di emergenza solo metà delle domande

A due settimane dalla chiusura del termine le domande arrivate all’Inps per ottenere il Reddito di emergenza (Rem) restano molto inferiori alle attese governative. Il 7 luglio scorso – ultimo dato disponibile – erano 478.206, mentre quella già in pagamento appena 189.824. La misura è stata introdotta con il dl 34 allo scopo di garantire un sostegno alle famiglie che nel periodo di emergenza Covid-19 si sono trovati in condizioni di particolare disagio economico. Il beneficio, che può essere corrisposto per due mensilità, è pari a 400 euro per un nucleo mono-componente ed è incrementato di 160 euro per ulteriori componenti maggiorenni e 80 euro per ulteriori componenti minorenni ma non può comunque superare gli 800 euro mensili complessivi (840 euro nel caso in cui siano presenti nel nucleo componenti disabili gravi). Per il Rem sono stati autorizzati circa 955 milioni di spesa ipotizzando richieste da almeno 868.000 nuclei familiari e poco più di 2 milioni di persone. La platea stimata dal governo è stata nella sostanza confermata dalle simulazioni dell’Ufficio parlamentare di Bilancio considerando anche i 436mila nuclei familiari che avrebbero i requisiti per ottenere il Reddito di cittadinanza (RdC) ma non ne hanno mai fatto richiesta. Il 27% della platea stimata per il Rem è composta tra da cittadini stranieri finora esclusi dal RdC, strumento valido solo per chi è in possesso della cittadinanza italiana, ha un permesso di soggiorno di lungo periodo e risiede in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Secondo fonti tecniche vicine al dossier a frenare le domande per il Rem sono le eccessive condizionalita previste e che non sono state modificate con la proroga al 31 luglio del termine inizialmente fissato a fine giugno (dl 52/2020). Questo strumento di carattere universalistico è infatti incompatibile con altre forme di aiuto legate all’epidemia ma non può essere riconosciuto se, per esempio, solo un componente della famiglia ha un reddito da lavoro con retribuzione lorda superiore ai 400 euro mensili. L’UpBilancio, analizzando l’insieme delle indennità messe in campo per la crisi, ha rivelato che nel complesso circa il 70,6% dei benefici erogati raggiunge il lavoro dipendente, il 24,8% il lavoro autonomo, mentre per il Rem è stato stanziato circa il 4,6% delle risorse complessive. Per un confronto in termini di equità distributiva, sul bonus baby sitting le domande hanno superato quota 800mila, mentre la platea stimata per il bonus vacanze è di 1,5 milioni di beneficiari.

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