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Reddito di cittadinanza in quote

Il «reddito di cittadinanza», RdC, è erogabile in quote. È sufficiente che un solo componente il nucleo familiare ne faccia richiesta, perché l’importo spettante venga suddiviso ed erogato in parti uguali tra i maggiorenni. A stabilirlo è il decreto 30 aprile 2021 del ministero del lavoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172/2021. La nuova possibilità è praticabile solo se il sussidio mensile è superiore a 200 euro, senza considerare l’importo relativo al canone di locazione o di mutuo, che resta attribuito all’intestatario del contratto (affitto o mutuo) o, in caso di più intestatari, a un soggetto prescelto o al soggetto che ha fatto domanda di «reddito di cittadinanza».

Nuova modalità di erogazione. Il decreto introduce una nuova «modalità» di erogazione del Reddito di cittadinanza. In particolare, prevede che può essere erogato suddividendo l’importo spettante tra i componenti maggiorenni del nucleo familiare: l’importo definito dal decreto «quota pro-capite» del RdC. L’importo suddivisibile è solo la quota relativa all’integrazione del reddito familiare, non anche quella eventualmente spettante come contributo a sostegno del pagamento del canone di locazione o mutuo.about:blank

Questo contributo, non frazionabile, è tutto attribuito al beneficiario intestatario di contratto di locazione o mutuo indicato nella domanda di Reddito di cittadinanza. Se i beneficiari intestatari sono più di uno, gli stessi di comune accordo possono eleggerne uno di loro; in caso contrario, viene erogato interamente al soggetto che ha fatto domanda di RdC.

Modalità operative. La richiesta di erogazione del reddito di cittadinanza in quote può essere fatta da uno qualunque dei membri maggiorenni del nucleo familiare e si applica a tutti i componenti del nucleo. La richiesta può essere presentata anche contestualmente alla richiesta del RdC. Alla suddivisione è dato corso soltanto qualora la quota da ripartire (cioè il RdC al netto del contribuito di locazione/mutuo) liquidato nel mese in cui è fatta la domanda, ovvero nel primo mese di erogazione del RdC, sia di ammontare superiore a 200 euro. Quando la richiesta di erogazione in quote è fatta insieme alla domanda di RdC sono emesse un numero di carte RdC corrispondenti al numero di quote, cioè di persone cui deve essere liquidato il RdC. Se è fatta successivamente, in aggiunta alla prima carta RdC emessa, che rimane al richiedente il RdC con le somme accreditate, vengono emesse ulteriori carte a favore degli altri aventi diritto. L’erogazione in quote decorre dal mese di attribuzione del RdC se la richiesta di erogazione in quote è fatta insieme alla domanda di RdC; altrimenti decorre dal secondo mese successivo a quello nel quale è presentata la domanda di ripartizione. La suddivisione in quote non è più revocabile e vale per tutto il residuo periodo di godimento del RdC. Con provvedimento dell’Inps, sentito il ministero del lavoro, sono definiti i moduli e le modalità di domanda di erogazione del RdC in quote.

Limiti ai prelievi. Nel caso di erogazione del reddito di cittadinanza in quote ai singoli componenti maggiorenni, la carta RdC viene assoggetta a nuovi limiti di prelievo del contante, come indicato in tabella.

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