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«Con il reddito di cittadinanza 1 milione di posti in tre anni»

«Nell’arco dei prossimi 2-3 anni, ci attendiamo la creazione di 1 milione di posti di lavoro dall’attuazione del Reddito di cittadinanza, in condizioni economiche normali. Ovviamente in un quadro non di stagnazione o di recessione»: la stima del consigliere economico del vicepremier Luigi Di Maio, Pasquale Tridico, intervenuto ieri ad un videoforum organizzato dal Sole 24 ore, si basa sul presupposto che nella platea di 1,7 milioni di nuclei beneficiari potenziali del nuovo sussidio (in teoria oltre 4,9 milioni di persone), ci sia almeno un milione di soggetti occupabili tra la fine del primo ciclo (18 mesi) e l’attivazione del secondo. Anche per effetto dei robusti incentivi (da 5 a 18 mensilità) per le imprese che assumono e del meccanismo di penalizzazione che scatta in caso di rifiuto di un’offerta di lavoro.
Professor Tridico, dai centri per l’impiego oggi è raro che arrivi anche una sola proposta di impiego. Risulta difficile credere che da aprile saranno in grado nel giro di 18-36 mesi di proporre tre offerte. Come si vincerà la sfida?
Per potenziare i centri per l’impiego prevediamo investimenti importanti: 4mila assunzioni sono finanziate con 120 milioni nel 2019 e 160 milioni dal 2020, oltre alle risorse per le 6mila assunzioni da parte di Anpal servizi. Per l’ammodernamento delle infrastrutture fisiche e tecnologiche l’investimento sarà nel biennio, rispettivamente, di 480 e 420 milioni. Chi riceve il Rdc dovrà accettare almeno una di tre offerte congrue dal centro per l’impiego, se si rinnova dopo 18 mesi deve essere accettata la prima offerta oppure si perde il beneficio. Nei primi 12 mesi è congrua un’offerta entro 100 km dalla residenza del beneficiario, se è la prima offerta, o 250 km se la seconda, o sull’intero territorio se è la terza. Il meccanismo dovrebbe incentivare ad accettare la prima offerta. Se ci si sposta oltre 250 km, si continua a percepire il beneficio economico a titolo di compensazione per le spese di trasferimento per i primi tre mesi dall’inizio del nuovo impiego, che diventano 12 mensilità in presenza di famiglie con disabili o minori. L’effetto combinato degli incentivi alle imprese, e delle tre offerte modulate a scalare sul territorio nazionale, insieme al Patto per il lavoro, migliora le chance di successo del matching e l’efficacia del programma del Rdc.
Perchè le aziende, che finora hanno assunto tramite canali differenti, dovrebbero rivolgersi ai centri per l’impiego?. 
È vero che le imprese non si sono affidate finora ai centri per l’impiego per assumere, ma è anche vero che è la prima volta in cui si introducono incentivi consistenti per le aziende che dopo aver pubblicato i posti vacanti, assumono a tempo indeterminato dai Cpi.
Ma per ottenere lo sgravio avete fissato “vincoli” che potrebbero scoraggiare le imprese: l’assunzione deve produrre un incremento occupazionale, c’è il divieto di licenziamento per due anni, tranne che per giusta causa. In passato vincoli analoghi hanno prodotto risultati modesti.
Penso che sia stato meglio aver previsto sgravi, i vincoli rispondono all’obiettivo di questo governo che resta l’occupazione stabile, in linea con il decreto dignità. E se vogliono, le imprese possono licenziare senza giusta causa, ma devono ridare indietro l’incentivo.
Parliamo dei 6mila navigator: quali i requisiti richiesti e con quale contratto saranno assunti?
Verranno inquadrati come professional. Viene richiesta una laurea magistrale in economia, giurisprudenza, sociologia, scienze politiche, psicologia, scienze della formazione. Per motivi di budget, avranno un contratto di collaborazione per due anni, con l’impegno del governo a stabilizzarli, come prevediamo per il personale precario Anpal. Tra i requisiti richiesti, si ragiona sull’esperienza di 2 anni di lavoro, contribuisce l’aver fatto il servizio civile.
Quando arriveranno i navigator?
A giorni si insedia alla presidenza Anpal, Domenico Parisi, a breve pubblicheremo una call sul portale dell’Agenzia con un avviso di 15 giorni, poi scatteranno le selezioni per titoli e colloqui. Ci attendiamo circa 50mila domande, entro aprile saranno assunti e la formazione si farà a turno. Mi rendo conto che i tempi sono stretti, ma senza intoppi, ritengo che l’operazione sia difficile, ma fattibile .
La card Rdc erogata dalle Poste: cosa si potrà comprare, e che succede se non si spende tutto l’ammontare mensile previsto? 
La Card è vincolata a codici merceologici della precedente carta Rei, confermeremo l’esclusione di tutto ciò che è connesso al gioco d’azzardo. Ci sarà un decreto che rivedrà i codici merceologici per estendere le spese ammissibili. Nella logica di incentivare i consumi, la somma va spesa entro il mese d’accredito. L’eventuale residuo verrà decurtato nel mese successivo del 20%, ogni 6 mesi è prevista una verifica che può portare all’azzeramento dei fondi, salvo mantenere una mensilità disponibile.
Nel libro “economia del lavoro” lei riporta analisi macroeconomiche sugli effetti delle politiche occupazionali. Che impatto avrà il reddito di cittadinanza sul Pil?
L’effetto aggiuntivo sul Pil ammonta a poco più di 3 miliardi, pari allo 0,18% del Pil solo nel 2019, considerando che partiamo da aprile, sia come shock positivo sui consumi delle famiglie, sia come effetti sull’occupazione diretta dovuta agli investimenti sui centri per l’impiego.

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