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Redditi finanziari, scambio automatico di dati tra i Paesi Ue

Il commissario al Fisco Algirdas Semeta ha presentato ieri una nuova proposta di direttiva che estenderà fin dal 2015 lo scambio automatico di informazioni tra i 27 a nuovi tipi di reddito, oltre agli interessi bancari. L’obiettivo è di dotare l’Europa di un sistema simile a quello imposto dagli Stati Uniti a numerosi partner. Nel contempo, la Commissione ha confermato che intende iniziare i negoziati con la Svizzera su un nuovo accordo fiscale «il prima possibile».
«Questa sarà una nuova e potente arma nel nostro arsenale per combattere l’evasione fiscale», ha detto Semeta qui a Bruxelles. L’annuncio coincide con la drammatica necessità dei governi di aumentare il gettito fiscale per risanare i conti pubblici. La Commissione calcola che l’evasione e la frode riducano le entrate dei 27 di 1.000 miliardi di euro all’anno. Come sempre in materia fiscale, la nuova proposta di direttiva sarà ostaggio della regola dell’unanimità (si veda Il Sole/24 Ore di domenica).
Il progetto legislativo prevede che dividendi, plusvalenze, tutte le altre forme di reddito finanziario e i saldi dei conti siano aggiunti all’elenco delle categorie soggette allo scambio automatico di informazioni. Le norme attuali prevedono lo scambio automatico per gli interessi bancari. Una direttiva già entrata in vigore prevede lo scambio per altri cinque redditi – lavoro, proprietà immobiliari, compensi per dirigenti, pensioni, assicurazione vita – ma solo dal 2015 e solo se disponibili.
La proposta di direttiva presentata ieri conferma la possibilità per la Commissione di proporre nel 2017 l’obbligatorietà di scambiarsi le informazioni per i cinque redditi già individuati. Lo scambio di informazione per i nuovi redditi – vale a dire dividendi, plusvalenze, tutte le altre forme di reddito finanziario e i saldi dei conti correnti – sarà obbligatorio fin dal 2015.
Il problema naturalmente è che in materia fiscale vale il principio dell’unanimità. In passato, il Lussemburgo ha ottenuto di applicare pienamente la direttiva sugli interessi bancari nel 2015, mentre l’Austria ancora si rifiuta. Da anni poi è bloccata una direttiva che amplia lo scambio di informazioni sugli interessi bancari, eliminando numerose scappatoie. I paesi che finora si sono opposti – vale a dire i due appena citati – hanno promesso di adottarla entro fine anno.
Ciononostante, secondo Semeta l’Europa si sta dotando di un sistema simile al Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act), una legge che permette alle autorità americane di conoscere i redditi dei suoi cittadini. «A seguito della proposta di oggi (ieri per chi legge, ndr), e delle altre disposizioni sullo scambio automatico, gli Stati membri condivideranno fra loro le informazioni che si sono impegnati a scambiare con gli USA nell’ambito della legge sugli adempimenti fiscali dei conti esteri».
In maggio la Commissione ha ricevuto mandato dai paesi membri dell’Unione a negoziare nuovi accordi con le autorità di cinque paesi limitrofi – Svizzera, San Marino, Liechtenstein, Andorra e Monaco – sullo scambio di informazioni fiscali, in linea con la nuova legislazione europea. Semeta ha spiegato che la prossima settimana sarà a Berna e che «uno dei punti in agenda sarà come facilitare un suo processo interno più veloce, per poter avviare negoziati il prima possibile».

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