Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Recovery, sì di Bruxelles all’ItaliaLa pagella? Tutti 10 tranne uno

Ci siamo: oggi la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sarà a Roma per presentare al premier Mario Draghi la valutazione del Pnrr italiano. La «pagella» del nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza ha dieci A, cioè il massimo voto, e una B alla voce «Costi», come i piani degli altri Stati approvati finora. Next Generation Eu entra nel vivo, dopo che la scorsa settimana la Commissione ha anche emesso il primo bond da 20 miliardi.

I fondi che saranno messi a disposizione dell’Italia, che è la prima beneficiaria, dalla Recovery and Resilience Facility (RRF) — lo strumento principale di Next Generation Eu, il pacchetto di aiuti da 800 miliardi in prezzi correnti — ammontano a 191,5 miliardi tra sovvenzioni e prestiti, che Roma dovrà impiegare entro il 2023 e spendere entro il 2026. Ma per avere i circa 25 miliardi di pre-finanziamento è necessario che il Consiglio dia a sua volta il via libera sulla base della proposta della Commissione (è atteso nell’Ecofin del 13 luglio) e che vengano firmati i financing agreements tra Commissione e governo nazionale.

Il Recovery plan è un «tassello decisivo» per l’uscita dalla crisi, ha osservato il ministro dell’Economia Daniele Franco: «La sfida è ora quella di realizzarlo», si tratta di «uno sforzo senza precedenti». Nessun Paese finora è riuscito a rispettare le indicazioni della Commissione sulla definizione dei costi delle misure: giustificare costi di investimenti futuri per portare avanti le rivoluzioni ambientali e digitali non è cosa semplice, le stime si sono basate su misure simili. I primi a ricevere semaforo verde dalla Commissione sono stati mercoledì scorso i piani di Portogallo e Spagna, cui sono seguiti quelli di Grecia, Danimarca, Lussemburgo. Ieri Austria e Slovacchia. Oggi oltre al piano italiano, luce verde anche per quello tedesco e lettone.

Nelle oltre cento pagine del documento, la Commissione analizza non solo il piano in tutti i suoi aspetti cioè transizione verde e digitale, struttura, obiettivi, governance (che promuove così come il sistema di controllo), attuazione, ma anche i punti di debolezza dell’economia italiana nelle «sfide per una crescita sostenibile, politiche di coesione e resilienza per le prossime generazioni». La Commissione prevede che «un’ampia gamma di riforme pianificate in settori strategici cruciali affronti le strozzature di lunga data e acceleri l’attuazione dei progetti». Il Pnrr «presenta in larga misura una risposta globale e adeguatamente equilibrata alla situazione economica e sociale — scrive la Commissione — contribuendo in tal modo a tutti e sei i pilastri» previsti dal regolamento della RRF e «segue un approccio olistico per raggiungere la ripresa e aumentare la crescita potenziale, rafforzando nel contempo la resilienza socioeconomica e istituzionale». Per la Commissione il piano include misure destinate alla transizione verde in linea con il 37% chiesto da Bruxelles, a dispetto da quanto sostenuto dal Green recovery tracker, il progetto dei think tank Wuppertal Institute ed E3G, che le indicava al 13%. Per Bruxelles il Pnrr «affronta un sottoinsieme significativo delle pertinenti raccomandazioni specifiche per Paese emesse all’Italia sia nel 2019 che nel 2020». Infine, tutte le misure del Pnrr sono ritenute «coerenti» nel loro insieme.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Banche alla verifica degli stress test dopo il Covid. Quante sono le aziende affidate che hanno pos...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo 10 anni passati a riaversi dai traumi della crisi finanziaria 2008 e cinque a tagliare i risch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«È una riforma importante quella di cui stiamo discutendo in questi giorni — dice il neo presid...

Oggi sulla stampa