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Recovery, richiamo di Mattarella «Ora serve uno sforzo corale»

«Uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali». Lo chiede Sergio Mattarella per realizzare il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, che oggi verrà approvato in consiglio dei ministri e poi inviato a Bruxelles per ottenere i 191,5 miliardi di risorse europee a disposizione dell’Italia. In un messaggio inviato all’Assemblea delle camere di commercio, il presidente della Repubblica sottolinea che «disponiamo di risorse che possono aiutarci non solo a ripartire, ma anche a promuovere un autentico salto in avanti, una rinascita della comunità. Una grande opportunità, che non possiamo disperdere».

Ieri, quattro ministri dell’Economia, Daniele Franco per l’Italia, Olaf Scholz per la Germania, Bruno Le Maire per la Francia e Nadia Calvino per la Spagna, hanno presentato in una videoconferenza i rispettivi Pnrr. Franco ha sottolineato che «solo se chiudiamo i divari di genere, generazionali e regionali, possiamo raggiungere una crescita robusta e sostenibile». Ma, ha aggiunto, «nessuna strategia di investimento può esprimere tutto il suo potenziale a meno che non sia integrata da ambiziose riforme strutturali». Il Piano dell’Italia dedica circa 40 pagine su 273 alle riforme: pubblica amministrazione, giustizia, appalti, concorrenza, fisco. Come ha ammesso il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, «il difficile viene adesso» perché «un conto è scrivere nero su bianco progetti e stanziamenti, altro è mettere a terra e implementare le riforme».

Il ministro Scholz ha annunciato che la Germania avrebbe consegnato «oggi» (ieri per chi legge) il proprio Piano. Salgono così a tre i Paesi che l’hanno fatto: gli altri sono Portogallo e Grecia. Italia Francia e Spagna stanno per farlo. Scholz ha chiesto «a tutti gli Stati membri dell’Ue di ratificare» l’accordo sul Recovery fund (mancano ancora alcuni Paesi, tra i quali Polonia, Austria e Paesi Bassi), in modo che la commissione possa andare sui mercati e reperire le risorse che poi saranno distribuite ai vari Paesi. Il ministro francese Le Maire ha sollecitato una valutazione «senza ritardi» sui singoli Piani. La commissione ha 60 giorni di tempo per fare questo e poi il Consiglio europeo altri 30 per l’approvazione finale. Solo se la commissione farà presto il consiglio potrà chiudere l’iter «al massimo entro luglio» e le risorse potranno arrivare «prima della fine dell’estate», ha osservato Le Maire.

Nel pomeriggio Franco, insieme con la ministra per le Regioni, Mariastella Gelmini, ha partecipato alla Conferenza unifica sul Pnrr. Le Regioni, ha poi detto il presidente di turno Massimiliano Fedriga, hanno ottenuto l’impegno a istituire «tavoli di confronto settoriali» sui diversi aspetti del Piano.

Sale intanto l’attesa per le semplificazioni del Superbonus del 110% che saranno introdotte col governo in un prossimo decreto. Che ce ne sia bisogno lo conferma anche l’Agenzia delle entrate, che finora ha ricevuto ben 6.500 «interpelli» per via delle norme complicate. Che, dice Confedilizia, hanno frenato i lavori: «Solo 12mila interventi, per lo più in case singole».

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