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Recovery plan alla Gdf

Fondi del recovery plan sorvegliati speciali dalla Guardia di finanza. Il livello di attenzione della polizia tributaria sarà elevato anche sull’utilizzo corretto delle risorse che arriveranno. Intanto, sui controlli in merito agli aiuti economici per la pandemia, la Gdf si muove su tre linee di intervento: finanziamenti bancari, erogazioni una tantum e contributi a fondo perduto. Nelle linee di intervento della Guardia di finanza sulla pandemia, il metodo del riscontro della veridicità delle informazioni inviate e fornite dai contribuenti per l’accesso agli aiuti e sostegni economici è perfezionato attraverso protocolli di intesa tra la Guardia di finanza e le diverse istituzioni in campo dal ministero dello sviluppo economico a Sace, dall’Agenzia delle entrate alle prefetture.

Le attività investigative mirano al blocco delle erogazioni indebite e al recupero delle somme percepite dai responsabili degli illeciti individuati nonché, in presenza dei relativi presupposti, all’applicazione delle misure di sequestro preventivo, anche per equivalente.

E gli interventi non potranno che affinarsi e implementare. Secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, la Guardia di finanza continuerà la sua azione di controllo, in prospettiva, verso le ingenti linee finanziarie previste dal Recovery fund, allorquando esse saranno erogate.

Il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie sviluppa analisi di rischio e di contesto calibrate in funzione dell’esigenza di favorire un’efficace e mirata azione di contrasto a fenomeni illeciti di particolare diffusione, si tratta di prestazioni estremamente parcellizzate come il reddito di cittadinanza e altre prestazioni sociali, nonché sistemi di frode riscontrati nell’esperienza operativa.

I piani di intervento in atto riguardano: i finanziamenti bancari assistiti da garanzia statale, i contributi a fondo perduto e segnalazioni di operazioni sospette ai fini antiriciclaggio.

Sui finanziamenti bancari si presta attenzione a i casi indebito accesso al beneficio realizzati, mediante autodichiarazioni false o l’omissione di informazioni dovute sui requisiti richiesti. Riflettori puntati anche sulle distrazione delle risorse per impieghi e finalità estranei alle esigenze d’impresa o le ipotesi in cui taluni soggetti abbiano inteso dissimulare le reali condizioni dell’impresa e dell’attività svolta.

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, si indagano anomalie nell’inserimento nel «sistema di interscambio della fatturazione elettronica» delle fatture emesse, tali da far ritenere possibile la fraudolenta simulazione dei volumi d’affari necessari per accedere alla misura e/o beneficiare di somme superiori a quelle che sarebbero state spettanti.

Infine per quanto riguarda comportamenti a rischio anti riciclaggio le linee guida ricordano la collaborazione con le autorità prefettizie e che: «si segnala che, fin dall’inizio della crisi epidemiologica, sono state emanate specifiche disposizioni dirette ad assicurare che le segnalazioni per operazioni sospette associate a fenomeni e situazioni connessi al COVID nonché a soggetti percettori dei benefici in parola fossero sviluppate con priorità dalle Unità operative sul territorio».

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