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Recovery, il piano può cambiare

Raggiunto il primo traguardo della scadenza del 30 aprile, il Recovery Plan è ora al vaglio della Commissione europea che ha già avviato la valutazione approfondita, resa ancora più necessaria e impegnativa dalla corsa contro il tempo ingaggiata dal governo Draghi per rispettare il termine per la presentazione.

Roma e Bruxelles stanno lavorando fianco a fianco per portare avanti la valutazione da cui – se tutto filerà liscio – dovrebbe derivare la proposta di decisione per l’esecuzione del piano (Council execution decision) da presentare entro giugno al Consiglio che dovrà approvarla entro luglio.

Il piano, però, non è scolpito nella pietra e sia in questa fase che dopo l’approvazione definitiva può essere modificato. Governo e Commissione stanno già lavorando «in stretta collaborazione». Di fronte alle osservazioni e alle richieste di informazioni supplementari della Commissione, il Governo «se necessario può rivedere il piano». Anche il termine per la decisione della Commissione, di comune accordo con il governo, può essere prorogato «per un periodo di tempo ragionevole». Al momento, però, un rinvio appare del tutto improbabile, anche perché farebbe slittare dei pagamenti, in particolare l’anticipo del 13%che per l’Italia vale 25 miliardi di euro. In via del tutto teorica, va detto, il piano potrebbe anche essere bocciato.

Non solo. Su richiesta dello Stato membro, il piano potrà essere modificato anche dopo l’approvazione definitiva in Consiglio, ma sarà necessaria una nuova decisione delle istituzioni comunitarie.

Il piano italiano e tutti gli altri finora presentati, in queste settimane sono passati al setaccio. Ma al documento presentato dall’Italia c’è un’attenzione particolare, anche perché è di gran lunga il più grande (191,5 miliardi, quasi il triplo di quello spagnolo di 69 miliardi che per dimensione è il secondo). Come è stato ripetuto spesso, Next Generation Eu (NG EU) sarà un successo per tutta l’Unione se il Pnrr di Mario Draghi funzionerà.

I criteri di valutazione

In base all’articolo 18 del regolamento europeo, la valutazione dei piani nazionali avviene attraverso una griglia articolata in quattro aree (pertinenza, efficacia, efficienza e coerenza) e undici criteri. Per ogni criterio è previsto un voto da A a C, in ordine decrescente.

La pertinenza

1 Il piano deve essere una risposta globale ed equilibrata alla situazione creata dalla pandemiae deve contribuire a tutti i sei pilastri di intervento di NG EU: transizione verde, trasformazione digitale; crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; coesione sociale e territoriale; salute e resilienza economica, sociale e istituzionale; politiche per la prossima generazione, l’infanzia e i giovani, come istruzione e competenze.

2 Il piano deve contribuire ad affrontare in modo efficace tutte le sfide, o almeno quelle più significative indicate dalla Ue nelle raccomandazioni specifiche per paese, comprese quelle di bilancio.

3 Il piano deve contribuire a rafforzare il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro e la resilienza economica, sociale e istituzionale dello Stato membro, contribuendo all’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, anche attraverso la promozione di politiche per l’infanzia e la gioventù.

4 Nessuna misura, riforma o investimento, prevista dal piano deve avere significativi effetti collaterali negativi per gli obiettivi ambientali (principio del not significant harm). Questo viene considerato dai tecnici un paletto molto importante: non sono ammesse misure dannose per il clima e l’ambiente.

5 Il piano deve prevedere misure che contribuiscono efficacemente alla transizione verde, destinando ad esse almeno il 37% delle risorse.

6 Infine almeno il 20% delle risorse deve destinato allatransizione digitale.

L’efficacia

La Commissione valuterà:

1 Quanto sia duraturo l’impatto del piano sullo Stato membro interessato.

2 Se le modalità proposte da ciascun paese, compresi il calendario, i traguardi e gli obiettivi previsti (milestones), e i relativi indicatori, sono tali da garantire un monitoraggio e un’attuazione efficaci.

L’efficienza e la coerenza

Si valuterà:

1 Il rapporto costi/benefici delle misure, in termini di impatto sull’economia e l’occupazione.

2 Se i controlli previsti sono in grado di prevenire, individuare e correggere la corruzione, la frode e i conflitti di interessi nell’utilizzo dei fondi, compresa la duplicazione di finanziamenti rispetto ad altri strumenti Ue come i fondi strutturali.

Infine le misure che derivano dagli investimenti e dalle riforme previste dal piano devono essere coerenti tra loro.

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