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Recovery, il piano oggi a Bruxelles Per l’Italia il nodo delle riforme

Il governo ha approvato la versione finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che sarà inviato alla Commissione europea entro oggi. Via libera anche al decreto legge che istituisce il Fondo complementare al Recovery per le infrastrutture, fondo da 30,6 miliardi.

Ieri i primi cinque Paesi della Ue ad inviare i loro Pnrr alla Commissione, sono stati Germania, Grecia, Francia, Portogallo e Slovacchia. A Bruxelles ne arriveranno molti altri entro oggi, compreso quello italiano.

Il Consiglio dei ministri si è svolto in due fasi: è stato sospeso per dare modo alle Regioni e agli enti locali di prendere visione dello schema del Fondo complementare da 30 miliardi, su cui esprimeranno un parere formale la prossima settimana. In Conferenza unificata è stato il ministro dell’Economia Daniele Franco a presentare lo schema di decreto sul Fondo complementare. Mario Draghi alla fine della riunione del governo era molto soddisfatto: «È un ottimo passo avanti, dobbiamo essere tutti soddisfatti, anche del rapporto con il Parlamento e le regioni».

Già a luglio la Commissione europea potrebbe autorizzare l’Italia alla spesa della prima tranche dei fondi del Recovery, circa 25 miliardi di euro. Ma nei prossimi sei anni i fondi a disposizione del nostro Paese saranno molti di più dei 191, 5 miliardi di euro del Pnrr, cui si aggiungono i 30 del Fondo complementare.

«I 30 miliardi del Fondo complementare e i 10 miliardi per l’alta velocità, rappresentano un grande investimento al quale si aggiunge il Fondo Sviluppo e Coesione e i quasi 80 miliardi dei Fondi Comunitari 2021-2027. Tutte le risorse aggiuntive ai fondi del Recovery seguiranno la sua stessa impostazione e principi», ha riassunto il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini.

Soddisfazione per l’approvazione del Pnrr sia da parte di Regioni ed enti locali sia da parte dei ministri. Antonio Decaro, presidente dell’Anci, sprona l’esecutivo sulle semplificazioni amministrative, oggetto di un prossimo decreto legge a maggio: «Dobbiamo cambiare i criteri per le assegnazioni delle risorse, vanno accelerate le procedure di autorizzazione con termini perentori, e se uno non si esprime c’è il silenzio assenzo». Mentre Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, rimarca il passaggio in questo modo: «Complessivamente è un piano Marshall, un’occasione storica formidabile per il nostro Paese: non la possiamo perdere».

Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, enfatizza dopo l’approvazione la posta per il Sud, «circa 100 miliari, per permettere a tutti gli italiani di avere le stesse opportunità». Per Mara Carfagna, ministro per il Sud, c’è « l’orgoglio di essere entrati nel gruppo di testa dei Paesi europei, di averlo fatto in appena dieci settimane di lavoro intensissimo».

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