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Recovery fund, sì al compromesso tedesco

Via libera «a maggioranza qualificata». Il testo di compromesso sulle regole del Recovery fund presentato dalla presidenza tedesca è passato ’Ecofin, la riunione dei ministri finanziari dei 27 Stati Ue. «Questo non è il testo giuridico, questo è un testo che avvia una discussione con il Parlamento», ha detto Olaf Scholz, ministro delle Finanze della Germania, che ha la presidenza di turno dell’Ue.

L’intesa è fondamentale per far accelerare il negoziato sul Recovery fund. «A inizio 2021 le risorse dovrebbero già essere a disposizione» degli Stati Ue ha detto Scholz. Alcune delegazioni, Olanda in testa ai cosiddetti «Frugali», avrebbero voluto riaprire il testo per introdurre un legame chiaro con le raccomandazioni del 2019, ma la presidenza tedesca ha tirato dritto. Dubbi anche da Irlanda, Lussemburgo e Polonia. Nella conferenza stampa il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombroskis, ha sottolineato però che «le raccomandazioni 2019 e 2020 restano rilevanti».

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha messo in evidenza che il compromesso stabilisce «tempi certi», non contiene «potere di veto per le procedure di pagamento» (anche se rimane il ruolo della comitologia nell’esborso) e «il 10% di anticipo sarà sul totale delle quote spettanti dal Recovery fund». Il ministro delle finanze olandese Wopke Hoekstra avrebbe voluto che fosse stabilito un nesso diretto tra le condizioni degli esborsi degli aiuti e il Patto di stabilità. Viene invece solo precisato che i piani nazionali di ripresa che gli Stati devono presentare dovranno rispettare le raccomandazioni Ue sulle priorità di politica economica «inclusi gli aspetti fiscali e, se del caso, quelli individuati nel contesto della procedura per gli squilibri macroeconomici eccessivi». Altra novità rispetto alla proposta della Commissione è la tempistica per gli investimenti e le riforme, che andranno completati entro agosto 2026.

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