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Recovery fund, ok alle linee guida. «Ma i tempi li decide l’Europa»

A riassumere le sei aree di intervento del Recovery fund, destinate al Parlamento, è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Nell’elenco figurano, come ribadisce il titolare di Via XX Settembre, una lista di priorità: «innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale, infrastrutture, coesione sociale e territoriale, sanità». Sono queste le linee guida del piano condiviso durante la riunione di ieri a Palazzo Chigi del Comitato interministeriale per gli affari europei (Ciae), coordinato dal ministro degli Affari Ue, Enzo Amendola. Al premier Giuseppe Conte e ai ministri sono bastate tre ore per dare il via libera alle fondamenta del piano per utilizzare il Recovery fund, i 209 miliardi di euro messi a disposizione dalla Ue. Uno dei principi rimarcati da Conte poggia sulla necessità di utilizzare tutte le risorse, «scongiurando che non vada sprecato un euro. Non possiamo permettercelo».

Al tavolo del Ciae la discussione si è tenuta alla larga dal tema Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, che potrebbe assicurare all’Italia ulteriori 36 miliardi. All’interno della maggioranza il M5S resta contrario, sebbene sia un’eventualità che lo stesso Conte ha smesso di escludere. A tornarci sopra è, intanto Gualtieri, per ripetere che i fondi del Mes, destinati alla sanità, andrebbero utilizzati. «Sapete la mia posizione, noi consideriamo il Mes un importante strumento nel quadro degli strumenti che abbiamo contribuito a mettere sul campo, vogliamo massimizzare l’utilizzo delle risorse europee, per sostenere e rilanciare l’innovazione anche sulla sanità», ha spiegato il ministro dell’Economia. Il premier, ora che sono state approvate le linee guida con la definizione dei criteri dei progetti e i relativi contesti di riforma, preferisce tenere il focus sul progetto per il Recovery fund, specificando durante la riunione del Ciae che «non è vero che Francia e Germania sono più avanti di noi. Hanno presentato un documento che è il corrispettivo delle nostre linee guida». Sui tempi dell’operazione è ancora Conte a tracciare il calendario. «La Ue — spiega — ci chiede le linee guida del Recovery plan entro il 15 ottobre, non i documenti definitivi. Il Ciae ha già approvato le linee guida. Dal 15 ottobre inizierà un’interlocuzione con la Commissione Ue fino a dicembre. Il piano completo sarà presentato da gennaio 2021. La Commissione Ue si è riservata otto settimane per valutare il piano. L’Ecofin si è riservato altre quattro settimane. Questi sono i tempi fissati dalla Ue». A intervenire è anche il ministro Amendola per confermare: «Rispetteremo il cronoprogramma Ue: non sprechiamo un’occasione storica di rilancio del Paese. Ci sono sei missioni per un’Italia più digitale, verde, competitiva e giusta».

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