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Il Recovery a Bruxelles In arrivo entro l’estate i primi 25 miliardi

Entro l’estate l’Italia potrebbe ricevere i primi 25 miliardi per la ricostruzione post-pandemia. Oggi il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) arriverà a Bruxelles dopo che ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo. Insieme al Pnrr il governo ha approvato il decreto legge che istituisce il Fondo complementare da 30,6 miliardi di euro, finanziato con lo scostamento di bilancio da 40 miliardi già autorizzato dal Parlamento. Complessivamente, da qui al 2032, il governo avrà a disposizione una massa di denaro senza precedenti: 248 miliardi, di cui 191,5 dal fondo Next generation Eu (68,9 sono sussidi a fondo perduto), finanziato con l’emissione di titoli di debito comune; 30,6 dal fondo domestico finanziato tutto con nuovo deficit; e altri 26, entro il 2032, per alcune opere pubbliche.
Le risorse europee dovranno essere impegnate entro il 2023 e i relativi investimenti realizzati entro il 2026. Il Fondo nazionale complementare, che ieri ha ottenuto anche l’approvazione delle Regioni, è stato varato proprio poter finanziare, oltre il budget europeo, opere particolarmente complesse e dunque con scadenze più lunghe rispetto a quelle del 2026. In ogni caso, anche per questi progetti, si seguiranno le regole fissate in Europa con un rigido cronoprogramma per la “messa a terra”. Unica importante differenza è che, ovviamente, per queste opere non sarà richiesta una rendicontazione a Bruxelles. Il Fondo domestico contribuisce, tra l’altro, a finanziare i progetti inseriti nelle sei missioni previste dal Piano: 8,5 miliardi sono destinati alla digitalizzazione, 9,3 miliardi alla transizione ecologica, 6,3 miliardi alle infrastrutture e alla mobilità, un miliardo all’istruzione e alla ricerca, 2,6 miliardi all’inclusione e coesione, 2,9 miliardi, infine, alla salute.
Il Fondo servirà a finanziare una serie di progetti e provvedimenti tra cui l’ecobonus e il sismabonus, alcuni servizi digitali (ci sono anche PiattaformaPA e l’App “IO”), tecnologie satellitari ed economia spaziale. Si è inoltre deciso di aumentare la dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc), per il periodo di programmazione 2021-2027, per un importo di 15,5 miliardi. Autorizzata, infine, la spesa per tratti della linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria e per il secondo lotto funzionale attraversamento di Vicenza.
Con la presentazione dei Piani nazionali (l’hanno già fatto Portogallo, Grecia, Francia, Germania e Slovacchia) è partito il pressing dei governi perché la Commissione stringa i tempi per la loro approvazione, senza la quale le risorse non possono essere erogate e arrivare nelle casse degli Stati. «La Commissione — ha detto ieri il presidente francese Emmanuel Macron — si è messa in condizione di contrarre prestiti. Lo farà, spero, molto presto, già questa estate ». È la prima volta che viene messa in campo una procedura di questo tipo, necessaria per ricostruire l’economia europea colpita dalla pandemia. Bruxelles avrà a disposizione due mesi per esaminare i piani, chiedendo chiarimenti e anche miglioramenti. Poi i piani passeranno alla valutazione del Consiglio, passaggio che si dovrà esaurire nell’arco di quattro settimane. Ecco perché i Paesi che sono riusciti a rispettare la scadenza del 30 aprile possono puntare ora ad ottenere l’anticipo del 13 per cento (per l’Italia circa 25 miliardi) del totale.
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