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Recovery, accordo sulle assunzioni

Alla fine è dovuto scendere in campo il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e mettere il suo sigillo sul compromesso, come già è successo tante volte, l’ultima sul blocco dei licenziamenti. Anche ieri il premier ha quindi riunito la cosiddetta cabina di regia a Palazzo Chigi, questa volta sul decreto legge Reclutamento, che rischiava di restare incagliato nel tira e molla tra i vari ministeri, che cercavano di infilare nel provvedimento centinaia di assunzioni non strettamente legate all’attuazione del Recovery plan, e la Ragioneria generale. Ma l’assalto alla diligenza sarebbe rientrato. Questa mattina il preconsiglio metterà a punto gli ultimi dettagli e poi il decreto legge sarà approvato in consiglio dei ministri.

Si completa così la triade di provvedimenti (nelle scorse settimane è stato varato il decreto sulla governance e sulle semplificazioni) per far partire il Pnrr, il piano di ripresa che utilizzerà i 200 miliardi destinati dall’Ue all’Italia fino al 2026. Per realizzare gli oltre 300 programmi d’investimento nei campi più diversi, dalle infrastrutture alla digitalizzazione, dalla sanità alla transizione verde, servono infatti decine di migliaia di assunzioni, sia pure a termine, legate cioè al quinquennio del piano. Ma sopratutto servono in tempi rapidi. Per questo il cuore del decreto sono le procedure semplificate di reclutamento. Concorsi digitalizzati (niente più carta e penna) che dovrebbero durare al massimo 100 giorni e un portale unico di reclutamento con modalità simili a quelle del settore privato (colloqui e valutazione dei titoli e delle esperienze di lavoro) dei consulenti e dei tecnici che dovranno guidare l’attuazione del piano.

Circa 16 mila contratti a termine sono previsti nel settore della giustizia solo per lo smaltimento degli arretrati processuali. Mille saranno invece i professionisti (ingegneri, tecnici di gestione, manager, esperti di diritto) che verranno assunti dagli enti locali per la realizzazione dei progetti di loro responsabilità. A livello centrale saranno reclutati 350 supertecnici che, sotto la guida della Ragioneria, avranno la delicata funzione di monitorare l’attuazione degli investimenti e rendicontare lo stato di avanzamento dei lavori da presentare a Bruxelles per ottenere i trasferimenti e i prestiti concordati. Circa 250 funzionari sono invece previsti per la Sopraintendenza unica che farà capo al ministero dei Beni culturali. Le assunzioni legate all’attuazione dei progetti del Pnrr dovrebbero essere coperte con le risorse dello stesso piano. Nel decreto dovrebbero entrare anche premi di retribuzione legati al merito.

Approvati i decreti per la partenza del Pnrr, il governo aspetta ora che Bruxelles sblocchi l’anticipo di circa 25 miliardi che dovrebbero arrivare entro l’estate. Draghi è soddisfatto e ieri ha incassato parole di pieno sostegno dal leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Otto e mezzo su La7: «Accompagneremo Draghi fino alla fine della legislatura, tra un anno e mezzo. Spero vada avanti il più possibile. Sta dando energia e speranza nuova all’Italia. Se penso a Conte e ai banchi a rotelle, mi sembra che sia cambiato il mondo».

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