Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Reato prescritto, sì all’indennizzo

L’indennizzo per i processi troppo lunghi, previsto dalla legge Pinto (89/2001), spetta anche all’imputato che ha beneficiato della prescrizione. Questo purché la sofferenza provocata dalla durata irragionevole del processo penale non sia stata compensata per intero dal danno evitato con l’estinzione del reato. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Bari (giudice Gaeta) con il decreto del 9 settembre 2014.
Il processo penale
Il ricorso regolato dalla legge Pinto è stato proposto da un uomo, accusato di sequestro di persona e di tentata rapina aggravata. Il processo penale di primo grado era durato 11 anni e si era concluso con la sua condanna a sette anni di reclusione e a una multa per la tentata rapina aggravata e con la dichiarazione di intervenuta prescrizione per il sequestro di persona. L’uomo aveva proposto appello e il giudice di secondo grado, dopo un processo durato tre anni, aveva riqualificato la tentata rapina aggravata come tentato furto aggravato e aveva dichiarato anche per questo reato la prescrizione.
Il ricorso per il risarcimento
Dinanzi alla domanda di equa riparazione, la Corte di Bari ha sollevato questione di legittimità costituzionale in relazione all’articolo 2, comma 2-quinquies, lettera d), della legge 89/2001, introdotto dal Dl 83/2012, nella parte in cui esclude l’indennizzo solo in presenza di condotte dilatorie della parte e quindi implicitamente prevede l’indennizzo in caso di prescrizione del reato non riconducibile a condotte dilatorie. La Corte ha ravvisato un contrasto della norma con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che con la sentenza del 6 marzo 2012 «Gagliano Giorgi contro Italia» aveva escluso un pregiudizio importante, in base all’articolo 35, comma 3, lettera b) della Cedu, in capo all’imputato che per l’eccessiva durata del processo penale avesse comunque ottenuto la prescrizione del reato più grave a lui contestato.
I giudici costituzionali hanno dichiarato, con l’ordinanza 223/2014, la manifesta infondatezza della questione, invitando la Corte di Bari a verificare se, anche in assenza di manovre dilatorie dell’imputato, l’estinzione del reato per prescrizione poteva costituire un beneficio in concreto idoneo a superare la presunzione di esistenza di un danno conseguente all’eccessiva durata del processo.
La decisione
La Corte d’appello ricorda che la Cassazione aveva in alcune sentenze escluso che la prescrizione potesse precludere la richiesta di indennizzo (sentenze 16039/2013; 14729/2013; 11480/2013), in altre ritenuto che la prescrizione potesse giustificare una sensibile riduzione dello stesso (21051/2012), in altre ancora affermato che non spetta indennizzo se il reato si è estinto per l’eccessiva durata del processo (10263/2014; 2452/2014; 1182/2014).
Tuttavia, a fronte di questo contrasto, in base alla decisione della Consulta, l’articolo 2, comma 2-quinquies, lettera d), della legge 89/2001 preclude solo l’automatismo tra prescrizione del reato ed esclusione dell’indennizzo, ma non impedisce l’accertamento in concreto delle condizioni per negare l’indennizzo.
Nel caso esaminato, la Corte d’appello afferma che la durata del giudizio di primo grado è stata compensata dall’estinzione dei reati comunque accertati nel dibattimento e per i quali l’imputato si è potuto sottrarre alle conseguenze sanzionatorie. Ma nella condanna di primo grado era stato applicato un aumento di due anni per un reato satellite che poi in appello fu escluso. Quindi in relazione a questa sola circostanza il periodo di tre anni del secondo grado è stato indennizzato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non deve essere stato facile occupare la poltrona più alta della Bce nell’anno della peggiore pes...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prelios Innovations e Ibl Banca (società attiva nel settore dei finanziamenti tramite cessione del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le ...

Oggi sulla stampa