Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Reati tributari ad alta sperequazione

di Antonio Iorio

La più diffusa possibilità di commettere un reato tributario a seguito dell'abbassamento delle soglie di punibilità, insieme alle nuove e più rigide condizioni previste per ottenere il patteggiamento, determineranno l'aumento del numero dei processi penali tributari. Poco comprensibile la sproporzione delle sanzioni comminate a chi inserisce in dichiarazione un documento falso anche di pochi euro rispetto a chi, invece, omette del tutto la dichiarazione. Infine l'aumento dei termini di prescrizione rappresenta una «clamorosa retromarcia» rispetto ai principi sanciti nella precedente riforma penale tributaria.

Sono queste alcune delle osservazioni critiche formulate dalla Cassazione nella relazione III/30/2011 dell'ufficio del massimario relativa alle novità apportate dalla legge 148/2011 che ha convertito il Dl 138/2011.

Il documento, che costituisce una prima autorevole interpretazione delle nuove norme, circa gli interventi sulle singole condotte illecite, evidenzia che in tema di fatture per operazioni inesistenti viene abrogata la pena ridotta della reclusione da 6 mesi a 2 anni nel caso in cui i documenti falsi siano inferiori a 154.937,07 euro. Ciò comporta che scatterà sempre la sanzione base della reclusione da 1 anno e sei mesi a 6 anni a prescindere dall'importo delle fatture per operazioni inesistenti.

Questa modifica determina una «vistosa differenza» in senso sperequativo tra il trattamento sanzionatorio in capo a chi inserisce in dichiarazione un documento falso per poche decine di euro (reclusione da un 1 anno e 6 mesi a 6 anni), rispetto al contribuente che omette del tutto la dichiarazione (un «evasore totale»), il quale, se evade almeno 30mila euro (altrimenti non è neanche perseguibile), rischia la reclusione da 6 mesi a 2 anni: in effetti, come si può notare dagli esempi in pagina la differenza di pena tra le due violazioni è particolarmente significativa e mal si giustifica la sanzione più bassa nei confronti dell'evasore totale rispetto al contribuente che inserisce in dichiarazione una fattura falsa.

Una seconda direttrice del l'intervento normativo – orientata all'inasprimento della risposta repressiva – è rappresentata, secondo la relazione, dal l'abbassamento delle soglie di punibilità che caratterizzano gli altri reati relativi alle dichiarazioni dei redditi e dell'Iva.

La dichiarazione fraudolenta realizzata mediante altri artifici in passato si configurava quando congiuntamente: a) l'imposta evasa era superiore, con riferimento a una singola imposta, a 77.468,53 euro; b) l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, era superiore al 5% di quelli dichiarati o a 1.549.370,70 euro. Ora, a seguito delle modifiche, la dichiarazione fraudolenta con altri artifici scatta per imposta evasa superiore a soli 30mila euro e se l'ammontare complessivo degli elementi fittizi è superiore a un milione di euro.

Le soglie della dichiarazione infedele – violazione più frequente, in quanto non connotata da alcuna condotta fraudolenta – vengono riviste decisamente al ribasso. L'imposta evasa, che doveva essere superiore a 103.291,38 euro, ora è di 50mila euro, mentre l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'imposizione, che in passato doveva superare il 10% di quelli dichiarati o 2.065.827,60 euro, ora deve essere al di sopra dei 2 milioni.

Infine l'omessa presentazione della dichiarazione, che si configurava quando l'imposta evasa era superiore, in riferimento alle singole imposte a 77.468,53 euro, d'ora in poi scatterà con l'evasione di soli 30mila euro.

Sulle altre modifiche agli aspetti procedurali (si vedano gli altri articoli in pagina) appare significativo quanto enunciato in merito al patteggiamento. Infine, le modifiche in senso restrittivo della prescrizione di alcuni delitti tributari, sono definite «una clamorosa retromarcia» rispetto a una delle principali linee di intervento della precedente riforma penaltributaria: l'omogeneizzazione dei tempi di prescrizione dei delitti tributari a quelli ordinari.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo stor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Strada spianata per la fusione Sia-Nexi, che ora avverrà «nei più brevi tempi possibili», scriv...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra anche il reddito di cittadinanza nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame oggi ...

Oggi sulla stampa