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Reati fiscali, vincolo di segnalazione

I verificatori della Guardia di finanza continueranno a trasmettere all’autorità giudiziaria le notizie di reato in presenza dei delitti di omessa o infedele dichiarazione, omessi versamenti dell’Iva, delle ritenute ed indebita compensazione di crediti non spettanti anche se il contribuente ha provveduto a sanare la propria posizione e quindi può beneficiare della nuova causa di non punibilità. Viene invece ribadita l’applicazione del favor rei per le violazioni commesse in passato che ora non costituiscono più reato per effetto dell’aumento delle soglie previste nelle nuove norme.
Sono queste le principali indicazioni contenute nella direttiva datata 10/11/2015 del Comando generale della GdF diretta ai reparti operativi del Corpo a seguito dell’entrata in vigore del Dlgs 158/2015 sulla revisione del sistema sanzionatorio.
Va detto che si tratta di direttive preliminari, di certo tempestive ma, evidentemente, non esaustive, e comunque, data la delicatezza della materia, subordinate alle valutazioni delle varie Procure della Repubblica
Il documento ripercorre, in buona sostanza, le principali novità di interesse per il Corpo, contenute nel Dlgs 158/2015 in tema di reati e sanzioni tributarie.
In tale contesto, appare interessante quanto previsto in merito alle nuove cause di non punibilità previste dal modificato articolo 13 del Dlgs 74/2000 e, segnatamente, nelle ipotesi in cui il contribuente si avvalga del ravvedimento operoso per regolarizzare la violazione costituente reato. A questo proposito, infatti, la direttiva ricorda che per effetto delle modifiche contenute nel Dlgs 158/2015, l’estinzione integrale del debito tributario relativo alla violazione costituente reato: può integrare una causa di non punibilità per i reati di omesso versamento Iva e ritenute, indebita compensazione di crediti non spettanti nonché infedele od omessa dichiarazione; rappresenta una circostanza attenuante ad effetto speciale (abbattimento fino alla metà della pena) per gli altri delitti, ovvero anche per le dichiarazioni infedeli od omesse ove non si verifichino tutte le circostanze previste per far scattare la non punibilità.
Secondo il documento della GdF i militari incaricati delle verifiche e dei controlli dovranno procedere, comunque, alla trasmissione all’autorità giudiziaria della comunicazione della notizia di reato anche quando l’estinzione del debito consenta l’applicazione della causa di non punibilità, ponendo in evidenza la condotta tenuta dal contribuente rispetto al pagamento del debito erariale
Ciò, in quanto la polizia giudiziaria ha il compito di procedere alla denuncia di ogni fatto costituente reato quando la situazione risulti integrare una specifica fattispecie astratta prevista dal legislatore da un punto di vista oggettivo, mentre i profili soggettivi e le altre circostanze diverse alla materialità del fatto devono essere rimesse alla esclusiva valutazione dell’autorità giudiziaria.
Per quanto concerne, invece, l’applicazione retroattiva delle norme più favorevoli (favor rei) la circolare si limita a ricordare i casi di innalzamento delle soglie: vi è da sperare che in sede di direttive più approfondite sia segnalato ai Reparti del Corpo che in tale ipotesi di favor rei rientrano anche le modifiche pro reo sui costi indeducibili e sulla determinazione dell’imposta evasa relativi alla dichiarazione infedele. A proposito della retroattività, o meno, delle modifiche introdotte dal Dlgs 158/2015, la circolare precisa che il nuovo delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, commesso da un contribuente non obbligato alla tenuta delle scritture contabili, potrà applicarsi soltanto per i fatti commessi dopo il 22 ottobre 2015 .

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