Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Reati fiscali, è allerta in banca

La banca rischia di perdere il 40% dell’ipoteca dopo la confisca del bene per reati fiscali. Si applica alla confisca penale oltre che a quella di prevenzione l’iter introdotto dal nuovo codice antimafia secondo cui deve chiedere l’ammissione al giudice il creditore in buona fede il cui diritto di garanzia sul bene è sorto prima del sequestro preventivo. Come nel caso dell’istituto che rivendica l’ipoteca sull’immobile oggetto della misura ablativa. Deve dunque essere annullata l’ordinanza del tribunale che non affronta la questione: secondo un orientamento di giurisprudenza, infatti, la disciplina ex articolo 52 e seguenti del decreto legislativo 159/11 va applicata a tutte le ipotesi di confisca, pena «l’irrazionalità del sistema». E il soddisfacimento del creditore si ferma al 60%. È quanto emerge dalla sentenza 18845/17, pubblicata il 19 aprile dalla terza sezione penale della Cassazione.

Rischio-disparità. Il ricorso dell’Agenzia del demanio è accolto contro le conclusioni del sostituto procuratore generale. Nessun dubbio che il sequestro preventivo possa scattare anche sul bene ipotecato: il diritto di sequela del relativo creditore trova soddisfazione solo nella successiva fase di confisca ed esecuzione. Sbaglia il tribunale a dichiarare inefficace nei confronti della banca la confisca disposta a carico dell’imputata per l’omesso versamento Iva. Eppure le ragioni di credito dell’istituto, che è terzo e titolare di un diritto reale di garanzia, risalgono a un’epoca anteriore alle stesse condotte di reato. Per il giudice il titolo quarto del codice antimafia si applica alla sola confisca di prevenzione. Ma quest’affermazione, almeno secondo alcuni, suscita dubbi di costituzionalità: distingue infatti situazioni creditorie del tutto sovrapponibili soltanto in base al titolo di reato interessato. Può invero risultare contrario alla ratio comune che sovrintende l’intera disciplina ammettere che il creditore in buona fede, il cui diritto di garanzia è sorto prima del sequestro preventivo, debba seguire l’iter del codice antimafia soltanto quando il vincolo è disposto per alcune fattispecie illecite e non quando i reati-fonte hanno diversa natura, pur essendo altrettanto gravi come quelli fiscali. Sarà il giudice del rinvio a fare chiarezza.

Dario Ferrara

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa