Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il «realizzo» limitato alle plusvalenze blinda la determinazione del reddito

Focus dell’agenzia delle Entrate sul conferimento di partecipazioni. Sono numerosi gli interventi interpretativi ufficiali che sono stati redatti in questi ultimi tempi, anche a seguito delle modifiche introdotte dal Dl 34/19 che ha ampliato la casistica del cosiddetto realizzo controllato, disciplinato dall’articolo 177, comma 2 del Tuir.

Il quadro regolamentare

Partiamo proprio da questo articolo del Tuir per mettere in evidenza la caratteristica, per così dire agevolativa, che è insita in tale norma: quando viene eseguito un conferimento di partecipazione, in linea generale, il valore della medesima viene determinato, ai fini fiscali, dall’articolo 9 del Tuir, cioè il valore normale.

Ciò equivale a dire che il valore del conferimento di partecipazione, indicato in atto dalle parti, è sempre sindacabile dalla agenzia delle Entrate che potrebbe aumentarlo, generando così maggior imponibile tassabile sul conferente. Proprio per tale motivo il contenuto dell’articolo 177, comma 2 del Tuir, che di fatto, verificandosi certe condizioni sottrae alle Entrate il potere di contestare il valore conferito, è definibile come una sorta di agevolazione, nel senso che le parti (conferente e conferitario) fissano un valore di conferimento che diviene insindacabile e quindi è eliminato il timore di incremento di imponibile in capo al conferente. La condizione affinché si applichi questa norma è che tramite il conferimento la conferitaria acquisisca il controllo della società le cui partecipazioni sono scambiate (comma 2), oppure che il conferimento, come statuisce il comma 2-bis sempre dell’articolo 177 del Tuir, abbia come oggetto partecipazione qualificate (concetto che per le società non quotate significa superiori al 20% rispetto ai diritti di voto o al 25% rispetto al capitale).

Il conferimento minusvalente

Il primo intervento dell’Agenzia è il principio di diritto n. 10 del 28 luglio 2020 sul tema del conferimento di partecipazioni dal quale emergono non plusvalenze bensì minusvalenze. Ipotizziamo che Tizio detenga una partecipazione del 90% in Alfa Srl acquistata al prezzo di 100 che viene conferita in Beta Spa, la quale aumenta il patrimonio netto di 80. Il criterio del “realizzo controllato” significherebbe che l’agenzia delle Entrate non potrebbe sindacare il prezzo di conferimento e che quindi in capo a Tizio emerge una minusvalenza fiscalmente rilevante di 20. Proprio questa conclusione viene rigettata nel principio di diritto citato, nel quale si afferma che la regola del “realizzo controllato”, si applica solo in presenza di plusvalenze e non di minusvalenze. La tesi viene supportata citando la relazione illustrativa dell’articolo 5 dell’abrogato Dlgs 358/1997, il cui testo è stato trasfuso nell’articolo 177, comma 2 del Tuir, in cui si diceva: «Con il comma 2, vista la difficoltà di stabilire la continuità dei costi tra il conferente ed il conferitario, si è esteso agli scambi di azioni o quote il meccanismo di determinazione della plusvalenza basato sul valore iscritto dalla conferitaria». La citazione del termine “plusvalenza” è ritenuta sufficiente per affermare che laddove emergano minusvalenze si applica il valore normale ex articolo 9 del Tuir, il che potrebbe portare alla formazione di imponibile per il conferente stesso.

La «determinazione del reddito»

La tesi delle Entrate non convince, poiché a fronte di questa argomentazione ve ne è una certamente più solida che porta alla conclusione contraria. Tale argomentazione poggia sul dato testuale dell’articolo 177, comma 2 del Tuir , in cui si afferma che il criterio del realizzo controllato è funzionale alla «determinazione del reddito del conferente». In questa locuzione vi è il concetto di reddito che comprende sia i componenti positivi (plusvalenze) sia quelli negativi (minusvalenze).

Ciò è confermato indirettamente da un altro riferimento testuale, cioè l’articolo 175 del Tuir in cui si affronta lo stesso tema del conferimento di partecipazioni ma in questo caso con un conferente che agisce necessariamente quale imprenditore. Ebbene nell’articolo 175 del Tuir si afferma esplicitamente: «Ai fini dell’applicazione delle disposizioni dell’articolo 86» e tale ultima norma richiama espressamente il concetto di plusvalenza. In questo contesto si può affermare che la disposizione si applica solo in presenza di plusvalenze, ma ciò in quanto il legislatore ha citato esplicitamente il solo componente positivo. Laddove, invece , sia stato citato, più genericamente il concetto di “reddito” si dovrebbe concludere che il criterio del realizzo controllato si applica sia in presenza di minusvalenze sia in presenza di plusvalenze.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa