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Real Time, boom anche a ottobre

Real Time da almeno cinque anni è l’ottavo canale nazione per ascolti, e pure in ottobre ha chiuso un mese boom con una media dell’1,6% sulle 24 ore che non raggiungeva dal 2012, quando lo scenario competitivo televisivo in Italia era completamente diverso. Eppure, laggiù all’lcn 31 del telecomando, con quei programmi un po’ alla Ma come ti vesti e un po’ alla Malattie imbarazzanti, era difficile interfacciarsi con lo star system, con i grandi nomi della tv tricolore. «In effetti», ammette Laura Carafoli senior vice president content & programming del gruppo Discovery Italia, «noi abbiamo fatto sempre le cose sul serio.

E Maria De Filippi lo ha capito subito, portando la striscia quotidiana di Amici su Real Time dal gennaio 2014. Però, confesso, per smuovere lo star system ci è voluto l’acquisto di Nove. È stato il nostro biglietto da visita, il modo per acquisire autorevolezza e poterci sedere al tavolo con agenti importanti che prima ci snobbavano un po’». Nonostante Nove, con l’1% di share nel giorno medio e l’1,2% in prima serata in ottobre, abbia comunque ascolti più bassi di Real Time (1,6 e 1,4% rispettivamente).

Tutto questo per dire che senza Nove al gruppo Discovery non sarebbe mai arrivato Maurizio Crozza. Il suo show live partirà su Nove dal 2017 e con lui «entreremo in un altro mondo. Dovremo cambiare la nostra attitudine», prosegue Carafoli, «con un grande show in diretta che racconta il paese e tante altre nuove iniziative per aprirci al contemporaneo, alle news, alla informazione, magari con mondi che vengono pure dal web. Ma dobbiamo fare questo passo, per conquistare pure il pubblico che segue Crozza. Ce lo chiede il mercato. E una prima iniziativa in questo senso è la serie Untraditional di e con Fabio Volo, al via il 9 novembre su Nove, e pure un appuntamento fisso quotidiano che abbiamo in mente dal 2017 nell’ora di pranzo tra le 13 e le 14,30». L’ingaggio di Crozza e del suo team di lavoro ha fatto scalpore quando è stato annunciato la scorsa estate. Ma bisogna anche sottolineare che il gruppo Discovery Italia ha chiuso un esercizio 2015 con ricavi per 194,8 milioni di euro, costi della produzione per 183, 3 milioni, con un utile di 8,5 milioni. La7, invece, dove Crozza concluderà il suo show a fine 2016 e continuerà ad aprire diMartedì di Floris anche nel 2017, ha avuto nel 2015 ricavi per 108,4 milioni di euro e costi per 106,9 mln. C’è, quindi, una potenza economica notevole a favore di Discovery Italia e un portfolio canali da 6,6% di share medio sulle 24 ore in ottobre che sale all’8,7% sul target 25-54 anni.

 

In access prime time (ore 20,20), dal lunedì al venerdì, su Nove c’è Boom! con Max Giusti, che ha medie tra l’1,5 e l’1,7% di share e che spesso batte l’Edicola di Fiorello, alla stessa ora in chiaro su Tv8 (Sky) con una media dell’1,6%. Qualcuno, all’inizio, parlava di un flop per Boom!, ma invece «Max Giusti è un successo e puntiamo al 2% entro la fine dell’anno. Avremmo dovuto investire subito nell’access», continua Carafoli, «perché in questo modo si costruisce la prima serata. Quanto al livello di ascolti di Nove o di Tv8, diciamo anche che forse sono state un po’ sopravvalutate le doti taumaturgiche dei canali 8 e 9. È vero che da quelle parti passa molta gente. Ma un conto è passare, un conto è restare. Bisogna lavorare molto, e negli ultimi mesi su Nove ci siamo dedicati alla prima e seconda serata. Dal 2017 cominceranno le operazioni sul day time. Però, come spiegavo prima, Nove ci è servito come biglietto da visita per parlare con lo star system».

 

Effettivamente l’8 non deve comunque avere molte doti taumaturgiche se un grandissimo della tv come Fiorello si deve accontentare di un modesto 1,6% in access prime time, ma «da Fiorello su Tv8, obiettivamente, non ci si può attendere di più. Portare un pubblico generalista su Tv8 magari una volta a settimana sarebbe stato più facile. Ma tutti i giorni è faticoso. E poi», sottolinea Carafoli, «quel tipo di programma non va bene in access prime time, non c’entra nulla in quella fascia. È troppo veloce e rapido».

 

Si moltiplicano, intanto, le nuove produzioni originali italiane di Discovery, da Top chef Italia, Ninja warrior Italia, Boom! per Nove a Take me out, La cuoca bendata, Anime in ballo, Wedding race, La Quinceanera, nonché quelle di brand storici come Bake off (quattro edizioni), Il boss delle cerimonie (quattro edizioni) o Ma come ti vesti (dieci edizioni) per Real Time. Canale sul quale il 50% del palinsesto è fatto in Italia.

«E la cosa interessante è che l’affermazione di Nove non ha tolto ascolti a Real Time. Lavoriamo nel dare una identità e una personalità specifica a ciascun canale», conclude Carafoli, «cosa che si fa attraverso il flusso. Non importa se qualche volta ci sono programmi che vanno su due o più canali. Anche perché nell’era del total video il contenuto lo puoi vedere ovunque, non ultimo su Dplay. Non possiamo permetterci, ad esempio, di lasciare Antonino Cannavacciuolo solo su un canale. Ma, ripeto, la creazione del brand la fai col racconto di flusso, non con i singoli mattoncini. Certo, poi servono anche grandi eventi spot con grandi ascolti, ma solo se capaci di avere un effetto marketing. Tipo Imagine di Roberto Saviano, o progetti musicali che lanceremo nel 2017 con nomi molto grossi».

Claudio Plazzotta

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