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Real estate, asse tedesco per Prelios

Il colosso immobiliare tedesco Bilfinger & Berger punta su Prelios, la ex-Pirelli Real Estate, una delle società storiche dell’immobiliare italiano controllata da un patto di sindacato (con il 21,3% delle azioni) fra Camfin, Assicurazioni Generali, Edizione, Intesa Sanpaolo, Massimo Moratti e Mediobanca.
Bilfinger si presenta con un’offerta che riguarda non soltanto le attività tedesche (il property management, il facility management e l’asset management), ma anche quelle italiane: l’interesse si estende infatti al 51% degli asset nei servizi in Italia, cioè al property management, alle attività di due diligence e a quelle agency di tipo istituzionale. Infine, nel perimetro sarebbe compreso anche il 10% di Prelios Sgr, cioè l’asset core del gruppo italiano, che è già partecipato da Intesa Sanpaolo.
Secondo quanto risulta a Il Sole 24Ore, proprio in questi giorni sarebbe infatti pervenuta la manifestazione d’interesse di Bilfinger & Berger, multinazionale quotata a Francoforte attiva nei settori dell’ingegneria e dei servizi immobiliari in cinque continenti con circa 60mila dipendenti.
Un interesse che, a quanto si apprende da fonti finanziarie, oltre agli asset in Germania si estenderebbe alle attività italiane, in modo da creare una joint venture nei servizi specialistici in Italia. Il gruppo tedesco starebbe per concludere in questi giorni la due diligence preliminare, per poi aprire – ove ve ne fossero le condizioni – il dossier vero e proprio: nello specifico, l’offerta dovrebbe riguardare anche l’acquisizione del 51% delle società italiane Prelios Property Management, Prelios Agency e Valuations, oltre a un ingresso nella Sgr con una partecipazione del 10 per cento.
Stretto riserbo sui valori in gioco (si parla di una cifra attorno ai 200 milioni di euro), anche se occorre considerare che la piattaforma tedesca, che comprende le attività di property, facility ed agency, è tornata in utile operativo con oltre 9 milioni di euro dopo il turnaround, così come le società italiane di agency (2,6 milioni di euro a fine 2011) e di property (5,6 milioni). A questi valori verranno presumibilmente applicati multipli congruenti ai rispettivi segmenti di mercato.
La trattativa sarebbe ancora nelle sue fasi iniziali, mentre continua la procedura competitiva avviata con gli advisor Banca Imi e Lazard, che avrebbero raccolto l’interesse di altri gruppi internazionali attivi nel settore dei servizi immobiliari.
Qualora dovesse andare in porto – il condizionale è d’obbligo – l’offerta del gruppo teutonico, Prelios accelererebbe il riposizionamento verso un modello da puro gestore immobiliare per terzi, focalizzato sul fund e asset management, siglando al contempo una joint venture con un primario operatore industriale per il potenziamento dei servizi in Italia. Oltre alla riduzione del debito corporate, l’operazione consentirebbe infatti al gruppo della Bicocca di focalizzarsi sul rilancio della Sgr, il cui ritorno alla piena operatività è previsto entro l’estate (una volta superate le osservazioni di Banca d’Italia sulla passata gestione che hanno bloccato il lancio di nuovi fondi), e in generale sulla gestione degli investimenti real estate per conto di investitori istituzionali italiani ed esteri, tra i quali l’ultimo della lista è il gruppo Usa Blackstone.
Non è un caso che pochi giorni fa, nel corso dell’assemblea, l’ad Paolo Bottelli chiarendo alcune indiscrezioni di stampa aveva confermato l’accordo con Blackstone: «Abbiamo rapporti consolidati e laddove ci fosse un investimento da parte loro sul mercato immobiliare italiano, la società si dovrebbe occupare della gestione di questo investimento». Un riposizionamento del business di Prelios che ora, con i possibili capitali di Bilfinger, potrebbe trovare un tassello in più. Non è un caso che alcuni giorni fa il presidente di Prelios, Marco Tronchetti Provera, ha affermato che l’obiettivo è la concentrazione sul settore dei servizi immobiliari.

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