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Rcs, Rotelli non sottoscrive l’aumento

Le banche pensavano di poter convincere Giuseppe Rotelli a sottoscrivere almeno una parte dell’aumento di capitale Rcs, Intesa-Sanpaolo si era inoltre offerta a finanziargli l’operazione: fino a venerdì scorso le indicazioni sembravano queste. Ma ieri, a sorpresa, a offerta appena avviata, l’imprenditore della sanità ha invece comunicato al consiglio della società che non parteciperà all’aumento, lasciando diluire la propria quota dal 16,6% attuale, che ne faceva il primo singolo azionista, al 4,16%. E, a quanto risulta, i diritti non esercitati sono destinati a essere ceduti sul mercato: le vendite sarebbero iniziate subito per approfittare di prezzi più alti di quelli che si formeranno nei prossimi giorni, se non che l’ingolfamento degli ordini in lettera ha provocato anche ieri sospensioni per eccesso di ribasso che si sono dilungate per buona parte della seduta impedendo le negoziazioni. Alla fine sono stati trattati solo 623.516 pezzi e il prezzo finale dei diritti si è attestato a 0,717 euro, meno la metà del valore teorico di 1,55 euro e in calo del 35,98% dal giorno prima.
La settimana scorsa era circolata voce che Diego Della Valle sarebbe stato disponibile a rilevare almeno parte dell’inoptato di Rotelli, ma se i diritti saranno ceduti sul mercato significa che un accordo in questo senso con l’imprenditore della Tod’s non c’è. Rilevando l’inoptato di Rotelli, Della Valle potrebbe salire oltre il 21% diventando il primo singolo azionista del gruppo, ma benchè negli anni scorsi non avesse fatto mistero di voler crescere, per sedersi al tavolo questa volta ha posto due condizioni: cambio di governance e cambio di un piano che non condivide. Della Valle ha dato atto all’ad di Mediobanca Alberto Nagel e al presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa-Sanpaolo, Giovanni Bazoli, di essersi adoperati per allacciare un colloquio costruttivo, ma ha tempo fino a fine mese per decidere il da farsi. Lui tace, ma è immaginabile che se otterrà garanzie su quanto richiesto, allora potrà anche raccogliere in Borsa i diritti che, presumibilmente si avvicineranno a zero verso la fine del periodo di negoziazione. Se non sottoscrivesse, si porterebbe a casa invece molte minusvalenze.
Non tante minusvalenze però quanto è costato a Rotelli inseguire il sogno di diventare l’editore del Corriere della Sera: un bagno di sangue. Per accumulare la quota Rotelli ha già speso quasi 300 milioni e 106-114 milioni li deve ancora al Banco Popolare per rilevare il pacchetto del 3,5% (che si diluirà sotto l’1% post-aumento), sul quale ha già tutti i diritti, a febbraio dell’anno prossimo. A prescindere da quanto riuscirà a ricavare dai diritti, la sua quota azionaria diluita al 4,16% varrebbe appena 32 milioni, valorizzandola al prezzo teorico delle azioni post-stacco del diritto, 1,75 euro, che non è detto regga alla prova del mercato.
Anche le azioni ordinarie Rcs ieri hanno cominciato a scendere: il prezzo si è attestato in chiusura a 2,062 euro, cedendo il 13,65% tra scambi limitati a 847.820 titoli. In Borsa i valori restano ancora disallineati. Al livello al quale hanno chiuso i diritti, infatti, dovrebbe corrispondere un prezzo delle azioni inferiore a 1,5 euro.
Più consistenti, in termini relativi, gli scambi sulle azioni di risparmio (1,87 milioni di titoli), con il prezzo in discesa del 15,94% a 0,588 euro. Il relativo diritto ha subito un ribasso del 23,09% a 0,0976 euro, con 4,23 milioni di pezzi negoziati.
Da segnalare infine che il consiglio Rcs ha votato a maggioranza (sei sì su nove) per la cessione di alcune delle dieci testate per le quali era prevista la chiusura a fine mese. In trattativa nella fase finale per un pacchetto che comprenderà le testate Visto e Novella 2000 sono rimaste la Prs di Bernardini e la Visibilia di Daniela Santanchè: in discussione c’è la dote di accompagnamento e il numero di testate da rilevare oltre alle due opzionate. Infine, la concessionaria di Rcs ha stretto un accordo con il gruppo Poligrafici editoriali: dal 1° settembre raccoglierà in esclusiva la pubblicità per le testate del gruppo Riffeser.

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