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Rcs, primo accordo con le banche

Il cda di Rcs ha dato l’accelerata: da una parte già due banche creditrici hanno approvato il term sheet, il documento preliminare per il rifinanziamento del debito scaduto a fine anno, dall’altra l’amministratore delegato Laura Cioli ha insistito ieri sull’avanzamento nell’esecuzione del piano industriale: «il piano industriale 2016-2018 sta procedendo speditamente», ha detto l’a.d. a commento dei dati del primo trimestre. «Tutti i progetti che abbiamo annunciato a dicembre sono avviati e stanno dando buoni risultati.

Le prime evidenze sul semestre ci consentono di confermare risultati in deciso miglioramento rispetto al medesimo periodo del 2015 e l’obiettivo del ritorno all’utile entro il 2016».

La riunione del cda di ieri per l’approvazione dei conti è stata inoltre ancora una volta l’occasione per sottolineare l’inadeguatezza economica dell’offerta di Urbano Cairo, mentre in mattinata Mediobanca ha sottolineato di non avere nessuna preclusione e che valuterà l’ops dell’imprenditore piemontese.

Per quanto riguarda il debito, Rcs ha parlato di «condizioni migliorative» di finanziamento previste dal term sheet finalizzato dai legali della casa editrice e delle banche. In particolare Cioli durante la conference call ha spiegato che il nuovo contratto avrà scadenza al 2019 e i costi saranno progressivamente ridotti con il calare del debito, mentre subito sarà rimborsata la prima linea di credito, pari a 71,6 milioni, usando parte dei ricavi derivanti dalla vendita di Rcs Libri. Il cfo Riccardo Taranto ha chiarito inoltre che non ci sarà lo spettro di un aumento di capitale legato a determinati eventi come nel contratto precedente. Attualmente le banche creditrici sono Intesa Sanpaolo con 162,4 milioni, Ubi con 108 milioni, UniCredit con 54,4 milioni, Bpm con 40,6 milioni, Bnl-Bnp con 40,6 milioni e Mediobanca con 17,6 milioni. Già due di questi istituti hanno approvato la rimodulazione, i restanti, secondo Rcs, dovrebbero farlo entro un mese.

Nel primo trimestre i ricavi consolidati sono calati del 4,2% a 219,8 milioni, ma il gruppo sottolinea l’aumento della raccolta pubblicitaria dell’1,1% che passa al +2% se si escludono le attività cessate di Sfera China e Gazzetta tv. I ricavi da diffusioni (94,7 mln) calano invece dell’11,6%.

Deciso miglioramento dei margini: il rosso dell’ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti si riduce del 78% a -3,4 milioni e si tratta, spiega una nota, di un contributo di più del 40% all’incremento atteso per l’intero anno dovuto alla riduzione dei costi che per il 2016 dovrebbe raggiungere i 50 milioni netti. La perdita netta, poi, si riduce dai 35,2 milioni di un anno fa ai 22 milioni attuali. L’indebitamento è a 509 milioni (487 mln a fine anno), non avendo ancora avuto effetto la vendita della libri con la quale sarebbe arrivato a 411 mln.

Nel semestre, secondo le previsioni, l’ebitda contribuirà per più dell’80% all’incremento atteso per l’intero anno, mentre per i 12 mesi i ricavi sono previsti stabili grazie all’area sport e multimediale.

Sull’offerta di Cairo il cda ha ribadito quanto già detto e criticato ancora di più le condizioni. Anche la nota integrativa di martedì mostra che l’offerta è a sconto secondo il management di Rcs e che le clausole consentirebbero a Cairo di far venir meno l’offerta «a proprio insindacabile giudizio, in violazione del principio di irrevocabilità delle offerte pubbliche». Ancora si parla di possibili interferenze di Cairo con le banche e infine delle difficoltà di valutazione del titolo Cairo Communication che non rende noti target economico-finanziari e un piano di medio termine.

La giornata ieri si era aperta con le dichiarazioni di due soci di Rcs. Da una parte Paolo Rotelli, che sta ancora riflettendo se aderire o meno con il suo 3,48% all’ops di Cairo, dato il prezzo troppo basso. Di sicuro il presidente del gruppo ospedaliero San Donato non farà parte di una cordata per un’eventuale contro-offerta. A gettare acqua sul fuoco è invece stato l’a.d. di Mediobanca Alberto Nagel, che ha definito cordiali i rapporti della banca d’affari con Cairo e che l’offerta non ha causato alcun «tipo di contrasto né con lui né con Intesa Sanpaolo». Mediobanca valuterà «molto attentamente, con obiettività e senza pregiudizio» l’offerta anche se Nagel tra le righe ha fatto capire di ritenerla poco premiante per Rcs.

Il titolo della casa editrice ha chiuso ieri i progresso del 2,21% a 0,60 euro.

Andrea Secchi

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