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Rcs, nuove azioni a 1,235 euro

Arriva finalmente al termine la gestazione dell’aumento di capitale di Rcs. L’operazione che partirà lunedì è finalizzata a raccogliere fino a 421 milioni mediante l’emissione di 323,8 milioni di azioni ordinarie (400 milioni) e 77,8 milioni di risparmio (21 milioni). Il prezzo di emissione per le azioni ordinarie è stato fissato ieri dal cda a 1,235 euro (tre azioni nuove ogni vecchia posseduta) con uno sconto sul Terp (prezzo teorico dopo lo stacco del diritto) del 30%, calcolato sulla media delle quotazioni dell’11-12 e 13 giugno. Ieri il titolo era salito ancora del 12,69% per chiudere a 3,8 euro. Per le risparmio il prezzo è stato fissato a 0,716 euro. I diritti d’opzione potranno essere esercitati tra il 17 giugno e il 5 luglio e saranno negoziabili in Borsa a partire da lunedì 17 e fino al 28 giugno.
L’esito della ricapitalizzazione si prospetta meno problematico di quanto era apparso all’inizio. Infatti, si starebbero sciogliendo, in senso positivo, le riserve degli azionisti critici o dissenzienti di maggior peso. Già a metà luglio si inizierà a discutere della “fase 2” del riassetto con tutti i soci di peso, indipendentemente dall’appartenenza del patto di sindacato: indicativamente la soglia partecipativa “rilevante” potrebbe essere il 5%.
Giuseppe Rotelli, che è il primo singolo azionista con il 16,6% dei diritti di voto, parrebbe orientato a fare per intero la propria parte. L’Italmobiliare del gruppo Pesenti potrebbe sottoscrivere un po’ più della metà della sua quota, che oggi è del 7,42%, in modo da non diluirsi sotto il 5%. E alla fine anche Diego Della Valle (8,69%) si è convinto a restare in partita, seguendo l’aumento e probabilmente crescendo ancora rilevando diritti inoptati.
L’imprenditore marchigiano ha tenuto a rimarcare che, a suo giudizio, sono rimaste tutte le criticità che aveva contestato nella conduzione del riassetto finanziario, problemi argomentati dall’avvocato Sergio Erede, nell’assemblea di fine maggio per l’approvazione dell’aumento, quando aveva espresso voto contrario. Che finora «nessuna risposta convincente è stata data» e che la nuova lettera inviata al board Rcs, alla vigilia del consiglio per il varo dell’operazione, «significativamente ha per oggetto aumento di capitale e valutazione azione di responsabilità». Insomma, Della Valle si riserva comunque la possibilità di ricorrere a vie legali e il giudizio sul passato non cambia: i correttivi apportati nelle ultime settimane non bastano a riequilibrare un’operazione che resta sbilanciata a favore delle banche. Si sarebbe dovuto affrontare prima il problema e condividere maggiormente e in modo diverso, tra banche e azionisti, il necessario sforzo di ristrutturazione del gruppo. Tuttavia Della Valle ha dato atto al presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa-Sanpaolo, Giovanni Bazoli, e all’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, di essersi adoperati per uscire dal Vietnam e avviare un dialogo costruttivo per il futuro di Rcs. Riconfermando la volontà di restare azionista di peso nella società editoriale, l’imprenditore della Tod’s di fatto ha accettato di partecipare alla “fase 2” per contribuire ai cambiamenti che giudica necessari per il rilancio sulla governance e sul piano.
A questo punto il quadro pare sufficientemente definito per prevedere che l’inoptato non sarà superiore al 20% dell’offerta, forse anche meno. Confermata la rinuncia alla sottoscrizione da parte del gruppo Benetton (5,1% fuori patto), di Generali (3,7%) e di Merloni (2%), che si lasceranno diluire. Per contro Fiat (10,3%) si è resa disponibile ad assorbire inoptato fino a una quota del 2,8% del capitale e Intesa a fare altrettanto per un controvalore, tra sottoscrizione e diritti d’opzione, al massimo di 10 milioni. Il consorzio bancario – partecipato da Imi e Bnp (joint global coordinator), Centrobanca (Ubi), Mediobanca, Commerzbank, Banca Aletti (Banco Popolare), Banca Akros (Bpm) e Credit Suisse – garantirà comunque fino a 184,5 milioni di capitale ordinario. Su 195,5 milioni c’è già l’impegno dei soci del patto e in tutto quindi 380 milioni sono assicurati.

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