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Rcs, Miccichè si dimette dal cda Pesa la controversia Blackstone

Non si può dire che abbia sbattuto la porta, perché le dimissioni da consigliere Rcs di Gaetano Miccichè, con effetto immediato, sono state motivate diplomaticamente da impegni attuali e futuri e accompagnate dai ringraziamenti di rito della società, che ha dichiarato la propria «gratitudine» nei confronti di Miccichè «per il contributo apportato in questi anni, a partire dall’offerta pubblica di acquisto e di scambio del 2016, e successivamente quale membro del consiglio di amministrazione».

Ma certo che l’uscita del presidente Imi, che era stato determinante per il successo dell’Opas lanciata da Urbano Cairo sulla casa editrice del Corriere della Sera, segnala un certo imbarazzo, se non proprio una presa di distanza, per la contesa sorta con Blackstone sulla vendita e la mancata rivendita del complesso immobiliare di via San Marco-via Solferino, nella quale il gruppo Intesa era stato advisor a fianco di Rcs, ai tempi ancora sotto l’egida del salotto buono di cui faceva parte anche la banca che inoltre era il principale creditore.

Miccichè – che nel board era consigliere indipendente proposto dalla lista di maggioranza dopo il passaggio di proprietà – non sarà sostituito da un altro amministratore proveniente da Intesa, che – aderendo all’Opas – tra l’altro non è più azionista di Rcs bensì della controllante Cairo Communication, con una quota del 2,9%, ma l’1,9% dei diritti di voto. A parte il finanziere Andrea Bonomi, che non era azionista, la cordata che aveva cercato di contrastare l’offerta dell’editore alessandrino con un’Opa per contanti da 1 euro è ancora rappresentata nel capitale e nel board di Rcs come minoranza: c’è Diego Della Valle con il 7,62%, Mediobanca con il 6,55%, Pirelli con il 4,73% e Unipol con il 4,9%. Una compagine di minoranza che, complessivamente, arriva al 23,8% del capitale rispetto al 59,83% che fa capo a Urbano Cairo, che è però in posizione differente rispetto a quella di Intesa. Non risulta che ci siano altre dimissioni in arrivo oltre a quella di Miccichè, che non parteciperà quindi al consiglio di venerdì prossimo chiamato ad approvare la semestrale.

Nella semestrale, in linea con i pareri legali raccolti, in merito al contenzioso con Blackstone ci sarà un’informativa ma non accantonamenti a fronte della pretesa del fondo Usa di danni per 600 milioni reclamati nei confronti della società e del suo editore. Il lodo arbitrale, promosso da Cairo e Rcs, ha respinto l’accusa di usura avanzata nei confronti di Blackstone che avrebbe approfittato dello stato di necessità in cui versava Rcs per rilevare il complesso immobiliare a prezzi da saldo (120 milioni nel 2013), ma non ha di fatto considerato temeraria l’iniziativa di parte italiana. Blackstone si era rivolto invece al Tribunale di New York perchè la contesa aveva fatto sfumare la vendita degli immobili milanesi a Allianz (con il mancato introito di 280 milioni nel 2018), che aveva sospeso l’iter in attesa del responso arbitrale. I legali di Cairo e Rcs sostengono che la causa è infondata e l’incompetenza territoriale di New York. È da vedere se venerdì si presenteranno tutti i consiglieri di minoranza. Dovrebbe esserci Veronica Gava, dirigente Mediobanca.

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