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Rcs, il mercato aspetta i rilanci

Si guarda al via libera Consob al prospetto di International Media Holding
Rcs è sempre più lontana dal prezzo dell’Opa lanciata dalla cordata guidata da Investindustrial e dal valore dell’Ops firmata da Urbano Cairo. Ieri il gruppo editoriale ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 2,68% a 0,785 euro, il 12% in più rispetto agli 0,7 euro messi sul piatto da International Media Holding e il 33% in più nel confronto con gli 0,586 euro a cui viene valorizzata la compagnia nel progetto industriale di Cairo.
Ma soprattutto le azioni sono ormai a un passo dagli 0,81 euro indicati dal consiglio di amministrazione della società. Valore quest’ultimo che è il frutto della media aritmetica dei target price prodotti dagli analisti. Segnale che il mercato è sempre più convinto che la partita per il controllo del gruppo che edita Il Corriere della Sera sia più che mai aperta. Con possibili aggiustamenti di prezzo da parte di entrambi i contendenti in gara. Difficile dire se sarà realmente così, di certo, allo stato attuale, per i soci Rcs non risulta conveniente né consegnare le azioni in Opa né all’Ops.
Al balzo di ieri ha certamente contribuito il via libera dell’ultimo creditore (Bnp Paribas) alla rimodulazione del contratto di finanziamento che, ha comunicato a sua volta la società, verrà pertanto perfezionato «in tempi rapidi». L’accordo sul debito – che ha un valore complessivo di 352 milioni (comprensivo di una linea term per massimi 252 milioni e una revolving fino a 100 milioni) al netto del rimborso della linea da 71 milioni che verrà pagata con l’incasso della vendita di Rcs Libri – fa cadere una delle condizioni sospensive delle offerte pubbliche annunciate rispettivamente da Cairo Communication e dalla cordata composta da Investindustrial e da quattro soci storici (Mediobanca, Unipolsai, Pirelli e Della Valle). Entrambi, infatti, avevano posto condizioni analoghe alle banche creditrici chiedendo di fatto di rinunciare al rimborso anticipato dei prestiti in presenza di cambio di controllo e di accordare una sorta di moratoria sul debito fino all’assemblea per l’approvazione del bilancio 2017, prevedendo come unico rimborso anticipato i proventi dell’incasso della Libri. Il sigillo al rifinanziamento, dunque, fa ripartire il conto alla rovescia per l’avvio delle due offerte ma soprattutto genera nuove scommesse su possibili rilanci.
Tanto che ieri Banca Akros sottolineava come, sebbene, l’accordo sul finanziamento fosse «positivo anche se in parte scontato dal mercato», l’attenzione degli operatori è tutta rivolta «al potenziale rilancio da parte di Cairo Communication una volta che l’offerta di Investindustrial sarà approvata da Consob». Rispetto a ciò va ricordato che l’Opa di International Media Holding è al momento congelata, poiché la Commissione ha chiesto alcune integrazioni al prospetto. Elementi aggiuntivi che sarebbero stati inviati agli uomini di Giuseppe Vegas cui spetta quindi il compito di dare il via libera alla pubblicazione dell’offerta. Per farlo Consob ha 15 giorni di tempo a disposizioni dal momento in cui sono state depositate le integrazioni. Già oggi tuttavia è in programma una riunione della Commissione. Il che fa augurare a molti che l’ok possa essere imminente. A quel punto Cairo, la cui Ops si aprirà il prossimo 13 giugno avrà cinque giorni di Borsa aperta per decidere un eventuale rilancio.

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